Orban sfida il “politicamente corretto”: no al musical gay per i bambini

domenica 24 giugno 12:13 - DI Michele Pezza

Di tutto si potrà accusare il premier ungherese Viktor Orban tranne che gli manchi il coraggio. Anzi, ne ha addirittura da vendere a giudicare dalla seconda grande sfida (la prima è quella che lo vede alla testa del cosiddetto Gruppo di Visegrad nell’usare pugno duro contro l’immigrazione) che ha intrapreso e che di sicuro lo piazzerà al primo posto nella classifica delle “bestie nere” in uso ai cultori del politically correct: quella alla divulgazione delle teorie gender e alla propaganda, più o meno occulta, in favore dell’omosessualità, soprattutto se rivolta ai minori.

Cancellato il Billy Elliot, storia di un bimbo omosessuale

È infatti a accaduto che l’Opera nazionale ungherese abbia messo al bando e poi cancellato le 15 repliche previste del Billy Elliot, il musical che racconta la storia di un bambino omosessuale, figlio di un minatore, che si appassiona alla danza. Secondo il New York Times, che ha lanciato la notizia, ripresa in Italia dall’Huffington Post, alla base della decisione ci sarebbe appunto la tematica gay riportata nello spettacolo. In realtà, a innescare la polemica è stato un articolo molto critico nei confronti del Billy Elliot uscito ai primi di giugno su Magyar Idok, un quotidiano considerato molto vicino ad Orban, che ad aprile è stato riconfermato per un terzo mandato, a conferma che spesso più si è criticati all’estero e più si è profeti in patria, almeno così è in Ungheria.

Orban “bestia nera” dei cultori del politicamente corretto

«Come può un’istituzione nazionale così importante come l’Opera – ha chiesto polemicamente nell’articolo Zsofia N. Horvath – usare una performance concepita ad uso di bambini intorno ai 10 anni, ovvero nella loro età più fragile, fare questa propaganda gay? Promuovere l’omosessualità non può essere un obiettivo di Stato, soprattutto in un momento in cui la popolazione invecchia e diminuisce». Secondo la Horvath, il governo Orban mira a promuovere la famiglia mentre Billy Elliot non farebbe altro che convincere i ragazzini «a prendere un’altra direzione: una direzione – afferma – che non avrebbero preso altrimenti». Alla presa di posizione del giornale aveva replicato Szilveszter Okovacs, direttore nazionale dell’Opera, dicendo che «solo perché qualcosa che è innegabilmente parte della vita viene mostrata su un palco, non vuol dire che si stia promuovendo quella cosa».

Commenti

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  • valerie.solanas@libero.it 25 giugno 2018

    Creare 10, 100, 1000 Orban; questa è la consegna!!! (Per la precisione però nel film Billy Elliot non è gay, è un ragazzo che vuole fare danza; è il suo amico d’infanzia che diventa un travestito):

  • ftrohxxajdk@tenypk.com 25 giugno 2018

    grande orban !!! basta con questi depravati che vogliono rovinare i nostri figli !!! Il politically correct è solo uno strumento per la dissoluzione del buon senso, delle regole naturali, della Cristianità e delle società occidentali. E’ ora di tornare a difendere i nostri valori.

  • Simonamoda@yahoo.com 25 giugno 2018

    Bravissimo!

  • mariosmanca35@gmail.com 25 giugno 2018

    Invece sta a vedere che la Boldrini vorrà fare processare Orban per omofobia… Mario Salvatore Manca

  • c.arcabasso12o6@liber.it 24 giugno 2018

    Bene Orban , dovrebbe essere vietato in tutti gli stati seri, specie nelle tv di stato e dovrebbe essere reato pubblicizzare film o idee omosessuali, un ” abominio” definito dalla sacra Bibbia.

    • cloudffsette@gmail.com 25 giugno 2018

      La bibbia dice che devi ammazzare tuo figlio se disubbidisce-