Quale luogo migliore di Salò per realizzare il “Museo del Ventennio”?

Salò, sul lago di Garda, è uno dei comuni più belli del Bresciano. Quando piove è un po’ triste, e vengono alla memoria le temperie della storia che colà si sono verificate, ma quando c’è il sole diventa una spettacolare località turistica. Diecimila abitanti, fu la capitale della Repubblica Sociale Italiana. O, meglio, fu quella dove ci fu il governo della Rsi, perché la capitale ufficiale rimase sempre Brescia. Ed è il paese da cui quella esperienza prese il nome, la Repubblica di Salò. Ora il sindaco della cittadina, Gianpiero Cipani, di centrodestra, non si dimostra alieno all’idea di creare proprio qui un Museo del Ventennio. L’idea in realtà non è sua, ma di Giordano Bruno Guerri, storico, scrittore e giornalista presidente dal 2008 della Fondazione Vittoriale degli Italiani, la casa di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera e, dal 2015, direttore del MuSa, il Museo di Salò. Guerri è uno dei conoscitori più profondi del Ventennio, argomento sul quale ha realizzato numerose opere. Si prevede che questa iniziativa susciterà le solite proteste di Anpi, Fiano, Boldrini e quant’altri, ossia di coloro che vogliono negare la storia, perché come dice il sindaco di Salò, la storia è passata di qui, e sarebbe stupido e inutile negarlo. D’altra parte, proprio a Predappio, paese natale di Benito Mussolini, l’amministrazione di sinistra sta portando avanti il progetto di un museo del fascismo, ed è dal 1945 che il turismo “fascista” porta benessere al paese e a tutta la zona, cosa questa che le amministrazioni di qualsiasi colore non possono permettersi di ignorare. Come dice ancora il sindaco Cipani, il progetto di Guerri non ha nulla di apologetico e di nostalgico o di celebrativo, ma si basa su dati rigorosamente storici e scientifici. E il sindaco salotino pensa anche che il Museo potrebbe diventare un’opportunità turistica per Salò e per il suo futuro. Tra l’altro, proprio a Salò esiste già un Centro studi e documentazioni sulla Rsi, che fa parte della rete bibliotecarie bresciana come biblioteca specializzata. Insomma, per il sindaco sarebbe bello se il museo raccontasse, anche con immagini  e oggetti, la storia travagliata di quegli anni e soprattutto di tutti coloro che vissero quei periodi.  L’obiettivo, per il sindaco ma non solo per lui. è di fare di Salò una capitale culturale che abbia molto da dire e da dare a questa nazione.