Antisemitismo: cresce il linguaggio dell’odio, ma le violenze calano del 9%

Le espressioni e i simboli antisemiti sono in crescita nel mondo, dove la parola «ebreo» torna tristemente ad essere usata come un insulto. Lo sottolinea il rapporto annuale del Kantor Center dell’università di Tel Aviv, che spiega il fenomeno parlando di un «triangolo» antisemita, favorito dalla crescita dell’estrema destra in Paesi come Austria e Germania, dal radicalismo jihadista e da un acceso antisionismo di parte delle forze politiche della sinistra.

Il rapporto ricorda le accuse di antisemitismo rivolte contro il leader laburista britannico Jeremy Corbyn e sottolinea come in Europa e nel mondo arabo vi siano estremisti islamici che adottano antichi stereotipi antisemiti del mondo cristiano. A fianco di questa crescita dell’uso di stereotipi antisemiti, si registra comunque un calo del 9 per cento degli episodi violenti, con 327 casi nel 2017.

Alcuni di questi episodi sono stati tuttavia estremamente brutali, come l’omicidio dell’ebrea francese Sarah Halimi, buttata dalla finestra da un estremista islamico il 4 aprile dello scorso anno. Il clima di crescita dell’antisemitismo pesa su molti ebrei in Europa, commenta Moshe Kadar, a capo dell’European Jewish congress, che ha contribuito al rapporto. «Vivere come ebreo in molte parti d’Europa – ha affermato – è come vivere in una fortezza, è sentirsi indicato come diverso».