Il 25 aprile Pomezia ha festeggiato gli 80 anni dalla sua fondazione

Ieri l’Associazione dei coloni di Pomezia ha festeggiato gli 80 anni dalla fondazione della città, avvenuta il 25 aprile 1938 a opera del governo fascista. La fanfara dei bersaglieri ha sfilato per le strade suonando inni patriottici. L’iniziativa è sta coordinata dalla figlia del fondatore della associazione dei coloni Pietro Bisesti. Nel corso delle celebrazioni è stata allestita una ampia mostra fotografica che parte dall’arrivo dei primi coloni venuti dal veneto che hanno bonoficato la palude e creato la città voluta da Mussolini. Erano presenti fra gli altri Alessandra Mussolini e Domenico Gramazio oltre ai rappresentati della amministrazione comunale edassociazioni dei combattenti e naturalmente tanti e tanti cittadini. Pomezia fu l’ultima delle cinque città pontine a essere realizzata, dopo Littoria (1932), Sabaudia (1933), Pontinia (1934), Aprilia (1936). Come è noto, la realizzazione venne affidata all’Opera nazionale combattenti, il cui presidente era l’onorevole Araldo di Crollalanza. Nel 1937 fu bandito il concorso per il Piano regolatore di Pomezia, che venne vinto dagli architetti Petrucci e Tufaroli e dagli ingegneri Paolini e Silenzi. Il 25 aprile 1938 si svolse la posa della prima pietra alla presenza di Benito Mussolini: la pergamena di fondazione, firmata dal Duce, fu chiusa in un astuccio di zinco insieme con delle monete dell’epoca e murata nel grande blocco di marmo che costituisce parte della base del palazzo comunale. Il nome fu scelto sia in omaggio a Suessa Pometia, antica città del Lazio arcaico, sia perché evocava l’abbondanza dei raccolti, la città dei pomi. La città fu costruita in poco più di un anno e l’inaugurazione dell’abitato avvenne nell’ottobre del 1939, ma già in giugno alcuni poderi erano stati consegnati a 40 famiglie romagnole.