La stele per i parà nazisti a Cassino? Una fake new, ma Zingaretti non lo sa

“L’inaugurazione di una stele commemorativa nella grotta che ha ospitato il comando tedesco a Cassino è un gesto grave, una ferita alla memoria della guerra di liberazione: non posso, dunque, che condannare iniziative come questa”. Così parlò Nicola Zingaretti, appena rieletto presidente della Regione Lazio, dando credito alla denuncia del Fatto quotidiano sulla stele commemorativa da inaugurare nella grotta dove si installò il comando dei parà tedeschi durante i durissimi combattimenti della Seconda Guerra Mondiale nella zona di Montecassino.

L’ennesimo, infondato, allarme antifascista per dare spazio all’ennesima, infondata, lamentela dell’Anpi. In realtà l’iniziativa, subito stoppata, era dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav e aveva lo scopo di valorizzare il patrimonio storico e culturale cittadino attraverso un itinerario indicato da cartelli e targhe scritte in diverse lingue, fornendo a turisti e visitatori una serie di informazioni utili a ripercorrere le varie tappe degli avvenimenti bellici nel territorio cassinate.

La stele da collocare avrebbe dovuto essere apposta nel punto esatto dell’area della Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e comando del Capitano Ferdinand Foltin. Questo luogo insiste fisicamente nel nodo urbano che, prima del 1944, si identificava nei palazzi “Iucci”, “Silvestri” e “Danese (Hotel Excelsior-Continental)”, che nei primi mesi del 1944 divennero la roccaforte dei paracadutisti tedeschi. Il testo della targa, in italiano, tedesco e inglese, è puramente descrittivo: “In quest’area c’è la grotta di Foltin ed il sito dell’hotel Excelsior; durante la battaglia di Cassino, da gennaio a maggio 1944, fu teatro di aspri combattimenti”. Dove sta la ferita alla memoria? Dove sta il rigurgito neofascista o neonazista? Ancora una volta i vigilantes dell’antifascismo hanno parlato a vanvera.