Ora siamo al delirio: «I fascisti sono lebbrosi spirituali»

I fascisti? Sono «lebbrosi spirituali». I cortei di questi giorni? «Sacrosanti». Il fascismo storico non esiste più? Esiste un «fascismo antropologico» che fa parte del carattere degli italiani  e che si risveglia nei momenti di crisi. A parlare così è lo scrittore Eraldo Affinati in una lunga intervista pubblicata oggi dall’Huffington Post. Affinati è il fondatore della “Penny Wirton”, scuola gratuita di italiano per immigrati. Si intravede in controluce del pensiero di Affinati la tristemente famosa teoria dell’ur fascismo elaborata più di vent’anni fa, al tempo dell’affermazione politica ed elettorale della destra in Italia, da Umberto Eco. Parliamo di una teoria che è presto diventata uno stereotipo culturale presso una parte dell’intellighenzia di sinistra e che può spiegare i ricorrenti tentativi di brandire l’antifascismo come arma politica nonché spiegare quella sorta di razzismo che gli intellettuali snob applicano verso quella larga parte del popolo italiano che rifiuta i canoni del politically correct.

Ma vediamo, in particolare, che cosa dice Affinati all’intervistatore: «Si ricorda quando (San Francesco d’Assisi n.d.r.)  scende da cavallo e va incontro al lebbroso, la cui vista fino a poco prima gli faceva ribrezzo? Il fascismo è una lebbra dell’anima. Chi ne è contagiato è scansato da tutti. Nessuno vuole averci più a che fare. Io no. Io non butto via le persone, nemmeno queste persone. Come educatore, li considero dei lebbrosi spirituali. Vorrei incontrarli e dirgli: “Cosa vuoi dire con quella croce celtica tatuata sul braccio?”». Roba da non crederci… la versione meno “buonista” di questo approccio mentale può portare i più esagitati a tirare bombe carta zeppe di chiodi contro la polizia.

Ed ecco l’ombra di Umberto Eco: «Distinguerei tra due fascismi. Uno storico, che va dal 1922 al 1945. E uno antropologico – un tratto del carattere italiano –, presente prima e dopo quel periodo».

Fascismo come “autobiografia” degli italiani: il vecchio modello ideologico di gobettiana memoria non cessa mai di produrre effetti. Il vero problema è il vecchio delirio di pensare l’Italia contro gli italiani.