Tumori, un solo proiettile per colpire più bersagli: allo studio cure “duali”

Tumori, uno studio punta a farmaci duali per agire su più fronti: riportare le cellule malate allo stato sano pre-cancerso o indurle a morire spontaneamente- E così. se per la cura dei tumori, fino a qualche tempo fa, si sparava nel mucchio: ora non solo si centra la mira, ma si colpisce con un unico proiettile più bersagli contemporaneamente. O almeno, è quanto sta provando a fare un gruppo internazionale di ricercatori (Andrea Mattevi dell‘Università di Pavia, Antonello Mai dell’Università Sapienza di Roma, Philip A. Cole della Johns Hopkins University e Rhoda Alani della Boston University)

Cura dei tumori, allo studio farmaci “duali”

Dunque, l’obiettivo, ambizioso quanto vicino, è creare farmaci innovativi capaci di agire contemporaneamente su più di un bersaglio epigenetico contro il cancro. Ci sta provando un gruppo internazionale di ricercatori che punta a concepire una idea fattiva di cura con i farmaci “duali”: una nuova arma a disposizione dell’oncologia. La loro ricerca, sostenuta dall’Airc (Associazione italiana ricerca contro il cancro), è stata pubblicata su Nature Communications. Il genoma – ricorda una nota – contiene tutte le informazioni necessarie per la nascita, la crescita e il corretto funzionamento del nostro organismo. In ogni cellula, alcuni geni devono essere spenti, altri blandamente attivati, altri pienamente accesi in modo analogo agli strumenti di un’orchestra. Le cellule accendono e spengono i geni mediante modifiche chimiche che alterano la forma tridimensionale che assumono il Dna e le proteine a esso legate. Queste modifiche, dette epigenetiche, sono continuamente aggiunte e rimosse, e sono anche al cuore della progressiva trasformazione di una cellula sana in una tumorale. E non solo le modifiche epigenetiche contribuiscono alla capacità dei tumori di crescere indefinitamente, ma rendono le cellule tumorali capaci di resistere e sopravvivere alle terapie.

Farmaci capaci di resettare la trasformazine da cellule sane in tumorali

Dunque, Airc sostiene molti progetti volti a sviluppare farmaci che agiscano selettivamente sui processi epigenetici, riportando la cellula a uno stato non-canceroso o inducendo le cellule cancerose a morire spontaneamente. Si possono immaginare questi farmaci come degli interruttori in grado di operare un “reset”, analogamente a ciò che facciamo con un computer o un apparecchio elettronico non funziona correttamente. Tra i farmaci epigenetici già in uso, i cosiddetti inibitori delle istone-deacetilasi, già impiegati per il trattamento di alcuni linfomi. Più di recente alcune molecole che agiscono sulle istone-demetilasi sono entrate in una fase avanzata di sperimentazione clinica nel trattamento di alcune leucemie. Demetilasi e deacetilasi sono responsabili dell’aggiunta di modifiche chimiche che accendono e spengono molti geni che controllano la proliferazione cellulare. Nessuno, però, aveva ancora provato a progettare farmaci duali attivi contro entrambi questi bersagli. Dopo uno sforzo pluriennale dei molti ricercatori coinvolti, si è riusciti ora a creare le prime molecole ad azione duale “antidemetilasi & antideacetilasi”, che hanno mostrato una potente azione antitumorale contro le cellule di melanoma. La strategia di un unico farmaco per più bersagli potrà essere adesso applicata ad altri bersagli farmacologici.