Maroni si spezza ma non si spiega: ecco perché rinuncia alla Lombardia

lunedì 8 gennaio 16:54 - DI Giacomo Fabi

È vero che in politica quasi mai 2 più 2 fa 4. Ma se è vero – come scrive sul Corriere della Sera Francesco Verderami “retroscenando” il vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e la Meloni – che a rivelarsi il «meno sorpreso» dalla notizia dell’indisponibilità di Bobo Maroni a ricandidarsi alla guida della Lombardia è stato il Cavaliere, alzi la mano chi non sospetta che la rinuncia al bis da parte dell’attuale governatore sia più funzionale agli interessi post-elettorali del leader di Forza Italia che alle strategie del capo leghista. Sospetti alimentati anche dalle fumose motivazioni rese dal diretto interessato. Un “non ci sto, ma se mi chiamate…” che la dice lunga sulla sua reale volontà di disimpegnarsi dall’agone politico e che dà piuttosto l’idea di un “torno subito” funzionale, appunto, alla strategia di Berlusconi. Che non prevede, come qualcuno maligna, Maroni premier in luogo di Salvini, sia perché la vittoria del centrodestra alla Camera e al Senato resta improbabile sia perché le possibilità che la Lega prenda un voto in più di Forza Italia sono prossime allo zero. Il Cavaliere ragiona invece sullo scenario che vede il centrodestra prevalere, ma non del tutto, con se stesso nel ruolo di mazziere in qualità di leader del primo partito della coalizione. È in questo stallo che immagina di calare la carta Maroni in chiave “larghe intese” qualora Salvini s’incaponisse nell’invocare nuove elezioni. È uno scenario che lascia intravedere una trattativa spietata sui collegi uninominali. E Berlusconi dà l’idea di essere già in vantaggio: i democristiani acchiappavoti della quarta gamba di oggi saranno i “responsabili” di domani. In più, dovranno rendere ancor più difficile la vita a Salvini al Sud. E la Lombardia? Un minuto dopo la rinuncia di Maroni, Renzi incitava via tweet gli elettori del Pd a sostenere Giorgio Gori, attuale sindaco di Bergamo con un passato televisivo in Fininvest dove è stato direttore di Canale 5. E questo spiega perché all’avantinsieme lanciato da Renzi in favore di Gori, in molti la domanda sia sorta spontanea: insieme a chi?

Commenti

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  • jorgrosj69@gmail.com 26 marzo 2018

    NEL SISTEMA ITALIA VINCONO SEMPRE GLI INCIUCI . . .

  • contatti@quattrogiugno.com 12 gennaio 2018

    Abbiamo “pregato” sia LN sia Fdi di “verificare” la nostra proposta di FEDERAZIONE … ma quando ci si sente “furbi” superiori agi altri poi se ne pagano le conseguenze …. una per “marginalità” l’altro per “rischio eliminazione interna” ….

  • JORGROSJ69@GMAIL.COM 10 gennaio 2018

    LE BANDIERE AL VENTO NON MI SONO MAI PIACIUTE . . .

  • belotticristina@gmail.com 9 gennaio 2018

    L’Italia e’da sempre vittima di questi inciuci di bottega,anzi di cadrega…che schifo!

  • giubra63@yahoo.it 9 gennaio 2018

    Il centrodestra, secondo i sondaggi é a quota 292 seggi alla Camera vicino alla maggioranza di 316 seggi.
    Francesco Verderami ? un sinistroide! inutile leggerlo e riportarlo

  • brandani43@gmail.com 9 gennaio 2018

    Verderami ha compilato la sua ennesima “fakenews” per favorire Gori e il PD. nientaltro.

  • Giovanni Acquaviva 9 gennaio 2018

    E’ proprio perché tutti sanno quali sono le reali intenzioni di berlusconi che non sono assolutamente convinto che farsa italia ce la farà a prevalere sulla Lega e su Fratelli d’Italia. Certo che Salvini e Meloni hanno perso una bella occasione per mettersi insieme e ribaltare definitivamente gli equilibri nell’ambito del centro-Destra! Continuo a ritenere il fatto di andare separati, nonostante la quasi totale identità di vedute salvo che su particolari di scarsissimo rilievo, un errore madornale. Ma tant’è: se non la capiscono da soli, noi elettori possiamo farci ben poco!

  • paologiammancheri@gmail.com 9 gennaio 2018

    Credo che Berlusconi abbia tratto giudizio da quanto accaduto in passato; per cui niente inciuci o inc!usioni di voltagabbana nel centrodestra. Bisogna essere coerenti e leali nei confronti degli alleati e dei propri elettori.

  • quirino.valentini@libero.it 9 gennaio 2018

    Contro le chiacchiere di Palazzo votare in massaCasapaound

  • geom.cockest@yahoo.it 9 gennaio 2018

    Che da Berlusconi ci si aspetti sempre qualche giochetto non è una novità ma spero che le lezioni del passato siano valse a qualcosa.

  • nmollic@tiscali.it 9 gennaio 2018

    Ma chi è questo Giacomo Fabi? Come fa a scrivere, sul “Secolo d’Italia” organo parallelo al centro-destra, che “la vittoria del centro-destra alla Camera ed al Senato resta improbabile”? Il resto, poi, sono tutte sue illazioni. Controllate quello che pubblicate!

    • Massimo Valeri 10 gennaio 2018

      E perché mai ai giornalisti del “Secolo” dovrebbe essere negata libertà di opinione e di “illazione”?

  • mauro maestripieri 9 gennaio 2018

    Se così fosse, ma mi auguro di no, torneremmo a vecchi e disgustosi inciuci e Forza Italia andrebbe all’1%, piantatela di seguire Verde Rame da vitigni è solo desiderio suo di fuffa od intrighi di bassa cucina, non valgono nulla, siamo stufi di tal modo di ragionare !!!

  • riandree@yahoo.com 9 gennaio 2018

    Che giochi di fantapolitica. Salvini e Meloni mi sembrano gli unici a rispettare gli elettori che con il loro voto hanno l’ultima parola. Tutti gli altri sembrano più occupati con le loro carriere che degli elettori. Purtroppo compreso Berlusconi se anche lui fa i giochetti e tira dentro dei fecalomi senza integrità