Il trucchetto degli immigrati per ottenere asilo: definirsi gay perseguitati

giovedì 25 gennaio 15:09 - DI Paolo Lami

Aveva sostenuto di essere gay. E, per questo , perseguitato nel proprio Paese di origine, la Nigeria. Così un immigrato nigeriano nell’aprile del 2015 aveva cercato di ottenere l’asilo in Ungheria come fanno molti altri immigrati in altri Paesi europei sfruttando i pronunciamenti della Corte europea. L’Ungheria aveva, ovviamente, cercato di accertare, attraverso alcuni test psicologici, l’omosessualità del nigeriano richiedente asilo e sedicente gay. Ma ora arriva lo stop della Corte di Giustizia Europea la quale sostiene che un richiedente asilo che si dichiara omosessuale e che teme di essere perseguitato nel proprio Paese per questo motivo non può essere sottoposto ad un test psicologico volto ad accertarne l’orientamento sessuale.
La sentenza dei giudici di Lussemburgo, relativa alla causa originata dal ricorso di un immigrato nigeriano sedicente omosessuale promosso contro le autorità ungheresi, sostiene che effettuare un test simile costituisce «un’ingerenza sproporzionata nella vita privata del richiedente».

Era stato il Tribunale amministrativo e del lavoro di Szeged in Ungheria a disporre una perizia psicologica sull’immigrato nigeriano sedicente gay. E la perizia non aveva confermato l’orientamento sessuale dichiarato dall’immigrato. Il richiedente asilo, sostenendo che il test psicologico a cui era stato fatto sottoporre dal Tribunale amministrativo e del lavoro di Szeged avesse violato i suoi diritti fondamentali, aveva presentato ricorso contro la decisione del Tribunale ungherese.
Le autorità ungheresi, si sono, così, rivolte alla Corte di giustizia europea per sapere se sia consentito o meno sottoporre ad un test psicologico un richiedente asilo che dice di essere perseguitato nel proprio Paese di origine perché omosessuale.

Il Tribunale di Lussemburgo , di cui fanno parte, fra gli altri, gli italiani Antonio Tizzano e Paolo Mengozzi, ex-sottosegretario del ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato nel governo Dini , ha ora stabilito che un test psicologico può essere disposto dalle autorità che devono valutare la richiesta d’asilo degli immigrati ma la perizia deve avvenire nel rispetto assoluto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Secondo la Corte di giustizia, le autorità e i giudici nazionali non possono basare  la propria decisione unicamente sulle conclusioni di una relazione di un perito ma un test sugli immigrati può, comunque, rivelarsi utile per l’esame dei fatti.

 

Commenti

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  • flaviomps@hotmail.it 30 gennaio 2018

    Questa gente ancora non ha capito che qui in ITALIA la nostra ITALIA la gente che ci tiene al proprio paese è stanca molto stanca di subire solo e soltanto subire. Questa è una forma di RAZZISMO si ma contro di noi ITALIANI….a parer mio basta una scintilla…

  • Giuseppe Forconi 26 gennaio 2018

    Tutto sbagliato, fin dal momento che avete votato questo governo. Difenderanno sempre tutto cio’ che e’ incorretto. L’Italia invasa dai gay ????? E dove li mettiamo i gia’ riconosciuti criminali ?? Altro che povera Italia. L’ONU ???? E’ come il PD se non peggio, difendono chi dovrebbe essere condannato. Il 4 Marzo pensateci bene.

  • mar_caste@yahoo.it 26 gennaio 2018

    quindi l’Europa verrà invasa da gay africani? Fa bene l’Austria a chiudere le porte

  • amerigo.lori@alice.it 26 gennaio 2018

    Siamo nel ridicolo, purtroppo lo paghiamo noi…

  • centenig@gmail.com 26 gennaio 2018

    Povera Italia!!! Come siamo messi male!!!

  • giovanni vuolo 26 gennaio 2018

    Le nostre donne possono finalmente stare tranquille. Non rischieranno più lo stupro, perché lo orde di immigrati che ci invaderanno, d’ora in poi, saranno tutte costituite da omosessuali.

  • hmeridio@mail2tor.com 25 gennaio 2018

    Esame psicologico? Ci sono esami molto più semplici che darebbero la certezza assoluta della veridicità della dichiarazione