Guerra nucleare: ecco perché Trump ha le mani legate (e Kim invece no)

giovedì 4 gennaio 14:35 - DI Giancarlo Cremonini

In questi giorni stiamo stancamente assistendo allo scambio di insulti e di sparate tra Kim e Trump che, come due studenti di liceo in una doccia, sembrano fare a gara a chi ce l’ha più grosso. In questo contesto vengono dette delle cose che, a chi un minimo di conoscenza di cose militari, appaiono veramente assurde e insensate. Trump, ad esempio, ribatte a Kim che il suo bottone è più grosso e potente. Ciò è indubbiamente vero. L’arsenale nucleare americano è infinitamente più potente di quello a disposizione della Corea del Nord e anche molto più moderno, efficare ed affidabile. Ma se ciò ha un valore nel campo degli armamenti convenzionali, ne ha molto meno in quello degli armamenti nucleari. In pratica, se gli Stati Uniti sono in grado, con dieci Icbm a testata multipla indipendente (Marv) di radere al suolo tutta la Corea uccidendo milioni di persone, vale poco averne cento di questi missili, semplicemente perchè non servono. Si chiama “overkilling capacity” cioè capacità esagerata di uccidere. Quindi, in pratica, questo enorme arsenale dà un scarso valore aggiunto in quanto, in termini pratici, io non userò mai cento missili quando dieci sono più che sufficienti ad annientare in modo totale il mio nemico. Al contrario, per i Nordcoreani è sufficiente che anche uno solo dei loro missili raggiunga una grande città della costa est degli Stati Uniti d’America per aver raggiunto il loro obiettivo di causare un danno intollerabile al loro nemico. E qui bisogna prendere in considerazione un altro aspetto molto importante della questione che viene troppo spesso trascurato o ignorato dalla grande stampa, e cioè la capacità di accettare perdite umane e materiali che, ovviamente, non è uguale per tutte le nazioni. La Corea del Nord, Stato dittatoriale con un controllo assoluto dello stato sulla popolazione, è certamente disposta ad accettare severe perdite della umane e materiali. Non vi è dubbio che Kim, pur di raggiungere i suoi scopi, sia disposto a sacrificare centinaia di migliaia dei suoi concittadini, tanto non è che deve essere rieletto o che debba rendere conto dei suoi gesti a un Congresso o a una stampa democraticao a un elettorato. Ed, inoltre, è noto che per gli orientali il valore della vita umana ha una connotazione diversa rispetto a noi occidentali, come la guerra tra Stati Uniti e Giappone ci ha ampiamente insegnato. Per Trump la situazione è totalmente diversa. Lui non può permettersi la perdita di migliaia di vite umane americane e ciò lo rende molto più vulnerabile perché, come detto in precedenza, anche un solo missile coreano che raggiungesse il territorio continentale Usa o le Hawai sarebbe per lui intollerabile e inaccettabile. Gli Stati Uniti stanno ancora piangendo le 2.900 vittime delle Twin Towers, figuriamoci cosa succederebbe se avessero perdite di decine di migliaia di uomini. E vale qui il caso di ricordare che gli Stati Uniti, a differenza di Germania, Inghilterra, Italia e Giappone, non sono mai stati bombardati e non hanno mai sperimentato i lutti e le distruzioni immani che i bombardamenti aerei comportano per la popolazione civile innocente, per le città e per le opere d’arte. E ciò va tenuto in debita conto. Infine, un’ultima considerazione. Molti prospettano la possibilità e la fattibilità di un attacco nucleare preventivo degli Stati Uniti contro la Corea del Nord. Ma, ove veramente ciò avesse luogo, il risultato secondario ma affatto indifferenre sarebbe lo sviluppo di un pesante Fall Out radioattivo che andrebbe a colpire la Cina, la Russia, il Giappone e, ovviamente, la alleata Corea del Sud causando, nel medio lungo termine, decine di migliaia di morti oltre che la perdita di città e terreni coltivabili che verrebbero inquinati per decenni dagli isotopi radioattivi. In campo nucleare non esistono operazioni chirurgiche.In conclusione possiamo dire che la partita a scacchi che stanno giocando Usa e Nord Corea è molto più complessa e pericolosa di quello che molti vogliono farci credere e che, quindi, sarebbe meglio che la stessa venisse condotta attraverso i più affiudabili canali diplomatici e non attraverso sparate bullesche sui sociali media che servono solo ad alimentare ulteriormente la tensione internazionale.

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  • redstar@google.com 4 gennaio 2018

    Great analysis!!!excellent article!!!