Clandestini, un altro mezzo milione di africani pronti a sbarcare in Italia

I torbidi in corso nella Repubblica Centrafricana hanno finora causato la fuga di un quarto della popolazione del Paese, che è di poco più di quattro milioni di persone. Di questi, oltre 75mila sono in Ciad e gli altri nei Paesi confinanti. Il Ciad, come è noto, confina con la Libia e col Niger, crocevia quest’ultimo di traffici di clandestini e di armi e droga, dove dovrebbero andare i nostri soldati per una missione di intercettazione insieme con francesi e tedeschi. Se la missione non riuscirà, questo mezzo milione di profughi si riverserà prima in Libia e di lì, come sempre, in Italia, dove troverà ad accoglierli le generose navi delle ong, la nostra marina militare e poi i nostri ospitali centri di accoglienza. L’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, sta intanto registrando e aiutando migliaia di nuovi rifugiati in arrivo nel Ciad, soprattutto donne e bambini in fuga da un recente riacutizzarsi delle violenze nel nordest della Repubblica Centrafricana. Si stima che dalla fine di dicembre siano arrivati nel Ciad meridionale più di 5.000 rifugiati, in fuga dagli scontri tra i gruppi armati Mouvement national pour la libération de la Centrafrique e Révolution et Justice nella città di Paoua. Quello in corso è considerato il più grande movimento di rifugiati dalla Repubblica Centrafricana: viene superato il numero totale registrato nel 2017, quando circa 2000 persone fuggirono in Ciad. In molti riferiscono diffuse violazioni dei diritti umani commesse dai membri dei due gruppi armati nei villaggi lungo il confine tra Repubblica Centrafricana e Ciad. Il confine con la Repubblica Centrafricana è ufficialmente chiuso. Il Ciad ospita più di 75.000 rifugiati provenienti dalla Repubblica Centrafricana, su un totale di 538.000 ospitati in tutti gli Stati confinanti. Nella Repubblica Centrafricana la situazione è andata deteriorandosi in maniera significativa durante la seconda metà del 2017. La violenza armata e gli attacchi nei confronti delle associazioni umanitarie e dei peacekeepers hanno provocato un aumento del 50% nel numero degli sfollati interni, facendo salire il totale dai 400.000 di maggio ai 600.000 della fine dell’anno. Il numero totale dei rifugiati e degli sfollati interni è il più alto mai registrato nella Repubblica Centrafricana.

(Foto Unhcr)