Clandestini, un altro mezzo milione di africani pronti a sbarcare in Italia

domenica 7 gennaio 11:12 - DI Giovanni Trotta

I torbidi in corso nella Repubblica Centrafricana hanno finora causato la fuga di un quarto della popolazione del Paese, che è di poco più di quattro milioni di persone. Di questi, oltre 75mila sono in Ciad e gli altri nei Paesi confinanti. Il Ciad, come è noto, confina con la Libia e col Niger, crocevia quest’ultimo di traffici di clandestini e di armi e droga, dove dovrebbero andare i nostri soldati per una missione di intercettazione insieme con francesi e tedeschi. Se la missione non riuscirà, questo mezzo milione di profughi si riverserà prima in Libia e di lì, come sempre, in Italia, dove troverà ad accoglierli le generose navi delle ong, la nostra marina militare e poi i nostri ospitali centri di accoglienza. L’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, sta intanto registrando e aiutando migliaia di nuovi rifugiati in arrivo nel Ciad, soprattutto donne e bambini in fuga da un recente riacutizzarsi delle violenze nel nordest della Repubblica Centrafricana. Si stima che dalla fine di dicembre siano arrivati nel Ciad meridionale più di 5.000 rifugiati, in fuga dagli scontri tra i gruppi armati Mouvement national pour la libération de la Centrafrique e Révolution et Justice nella città di Paoua. Quello in corso è considerato il più grande movimento di rifugiati dalla Repubblica Centrafricana: viene superato il numero totale registrato nel 2017, quando circa 2000 persone fuggirono in Ciad. In molti riferiscono diffuse violazioni dei diritti umani commesse dai membri dei due gruppi armati nei villaggi lungo il confine tra Repubblica Centrafricana e Ciad. Il confine con la Repubblica Centrafricana è ufficialmente chiuso. Il Ciad ospita più di 75.000 rifugiati provenienti dalla Repubblica Centrafricana, su un totale di 538.000 ospitati in tutti gli Stati confinanti. Nella Repubblica Centrafricana la situazione è andata deteriorandosi in maniera significativa durante la seconda metà del 2017. La violenza armata e gli attacchi nei confronti delle associazioni umanitarie e dei peacekeepers hanno provocato un aumento del 50% nel numero degli sfollati interni, facendo salire il totale dai 400.000 di maggio ai 600.000 della fine dell’anno. Il numero totale dei rifugiati e degli sfollati interni è il più alto mai registrato nella Repubblica Centrafricana.

(Foto Unhcr)

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • carlonobile38@libero.it 10 gennaio 2018

    In effetti loro culturalmente sono molto diversi da noi,e si dentano anche superiori per via della loro religione.Loro odiano sia noi che la nostra religione,ma vengono perchè quì trovano chi li da damangiare,senza l’obligo di lavorare.Nei loro paesi sono abituati a nutrirsi di ciò che gli passa madre natura.Se ne tornassero la donde sono venuti,lavorassero producendo ricchezza nel proprio paese così sia loro che i loro figli non dovranno lesinare un piatto di minestra (che rifiutano dicendo che fa schifo).Perciò simili personaggi non si possono accettare e rimandarli tutti alle lorocase sarebbe l’unica cosa buona da fare.prima che il popolo si ribelli e sarebbe veramente brutto se lo facesse

  • flaviomps@hotmail.it 8 gennaio 2018

    Secondo me si sta rischiando che noi Italiani scendiamo in strada, per difendere il nostro paese da questa invasione. i8o non ho nulla contro di loro ma loro non sidevono permettere di avvicinarmi per strada dicendomi ..DAMMI I SOLDI VECCHIO ed ad una mia reazione di sbigottimento, mi attacca dicendomi … NON TI COVIENE VECCHIO NON TI CONVIENE, io ho informato i carabinieri, dicendo loro che se lo rifa ancora io lo lascio per terra. F.G.

  • roccoangela60@yahoo.it 8 gennaio 2018

    Non ci potrà mai essere integrazione con gente tanto culturalmente diversa da noi..

  • aprilia48@yahoo.it 8 gennaio 2018

    Chi viene da una culture di distruzione, porta solo distruzione.