Ius soli, sos propaganda nelle scuole: un altro caso di bimbi e media strumentalizzati “ad hoc”

Ius soli, sos propaganda nelle scuole. Siamo abituati a un certo tipo propaganda – neanche più troppo sottile – operata da parte della sinistra: un’esperienza maturata soprattutto all’epoca dei governi Berlusconi quando, iscritti all’Anpi, vecchi partigiani e nuovi demagoghi dem andavano a tenere lezioni di storia della resistenza nelle scuole. Oppure quando, nel corso di un interminabile dopo guerra riscritto ad arte, ci si è limitati semplicemente a rileggere la storia nel segno di una interpretazione di fatti e personaggi funzionali alla demonizzazione di una parte e alla santificazione di un’altra. Fino ad arrivare ad oggi, quando la missione propagandistica, addomesticata ad arte e aggiornata all’era social, ha persino appesantito modalità d’intervento e linguaggi.

Ius soli, sos propaganda nelle scuole

Ora, dunque, ci giunge questa notizia allarmante, pubblicata dal sito sardo di informazione Ad Maiora Media, che ci racconta quanto avviene – spesso a insaputa dei più – nell’isola: «Agli insegnati della scuola primaria di Iglesias – scrive il sito – non è bastato il flash mob a favore dello Ius soli che ha visto protagonisti i bambini di una quinta elementare, perciò hanno pensato di registrare un notiziario, poi inserito su YouTube, in un evidente tentativo di utilizzare anche i minori a favore del riconoscimento del diritto alla cittadinanza per i bambini stranieri nati in Italia. Ricorrendo alla grafica del Tg5 e ad una sigla originale molto molto simile a quella del telegiornale Mediaset, hanno realizzato un notiziario di oltre nove minuti completamente dedicato alla propaganda per lo Ius soli, raccontato da Anna, la bambina che legge alcuni fogli scritti da adulti, considerando il linguaggio utilizzato, come «una battaglia di civiltà e di una scelta di integrazione». Come se non fosse già stato abbastanza, poi, a tutto ciò è seguito un servizio coi dettagli contenuti nella proposta di legge ed un richiamo alle parole favorevoli di Papa Francesco, raccontate da un intervento fuori studio di Vica, altra bambina protagonista del particolare notiziario. Non solo: a margine del  contenuto multimediale figura anche un’intervista ad una cittadina senegalese, che abita a Iglesias da anni, e che in un perfetto italiano afferma il suo desiderio di conseguire la cittadinanza italiana.

Bambini, video e mostre utilizzati “ad hoc”

Nessuna traccia, invece, delle motivazioni di chi si è schierato contro lo Ius soli». E allora, che il Pd e la sinistra siano “alla disperazione” lo raccontano proprio questi episodi, queste trovate, esattamente come ribadito dalla mostra che si svolgerà a Cagliari nei prossimi giorni, nella Mediateca comunale; una mostra fotografica dal titolo Storie non numeri, dedicata al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo: «Sguardi, sorrisi e pensieri di chi ha attraversato il Mediterraneo e cerca qui una vita migliore», si legge – non a caso – nella edulcorata presentazione. Ed ovviamente nella locandina l’immagine di un bambino che gioca, perché in questa guerra combattuta a suon si spot e si messaggi neanche più troppo criptici da persuasori occulti capaci di declinarsi ai nuovi linguiaggi del web, come di strumentalizzare l’immagine di un bambino, il lato emotivo non va trascurato: ed è quello che può far pendere la bilancia. Ovviamente allora, «ad arricchire l’allestimento – spiegano gli organizzatori – saranno cinque pannelli descrittivi che raccontano i numeri dell’accoglienza in Europa e in Italia nel 2016». Tanto per tornare a dire quanto siamo ospitali e quanto si può fare ancora di meglio, e di più…