“Contro l’eroticamente corretto”: un libro sul perché ribellarsi all’ideologia gender

Non ha a che fare con la religione e non riguarda nemmeno la difesa della “famiglia tradizionale”. La critica all’ideologia gender proposta dal saggio Contro l’eroticamente corretto – Uomini e donne, padri e madri nell’epoca del gender (Bietti) del giornalista e scrittore Adriano Scianca propone un punto di vista del tutto originale: laico e politico. Un punto di vista tanto più importante in quanto esclusivamente razionale, libero da quel furore che per lo più inquina le discussioni sull’argomento sia da parte dei sostenitori del gender sia da parte dei suoi detrattori.

Maschi o femmine? Non si decide con una ideologia

Scianca parte dal riconoscimento dell’esistenza del gender per smantellare i presupposti stessi dell’ideologia che ne deriva: esistono un maschile e un femminile frutto delle convenzioni sociali, ma è impensabile concepirli indipendentemente dal sesso. A differenza di quello che vorrebbe l’ideologia gender, senza dato biologico, la costruzione sociale non si tiene. La questione gender, però, non è un tema a sé stante, né la si può capire completamente inserendola nel solo, pur ampio, recinto del tema dei diritti. Riguarda, invece, una visione del mondo, che dalla sessualità ai popoli, passando per le pari opportunità, punta dritto a un tutto indistinto, in cui l’unica cosa che conta è la soddisfazione del singolo. Ed è proprio in questa lettura più ampia che Scianca libera il tema del gender dalle isterie e dai fanatismi, per consegnarlo definitivamente al terreno della politica.

La salvezza è nella famiglia, ma non “tradizionale”

Il gender, le porte aperte alle grandi migrazioni, la colpevolizzazione del maschio (ma anche della donna) occidentale sono tutte manifestazioni di questa volontà di appiattimento in cui chi rivenda radici, identità, differenze viene additato alla stregua di un criminale da correggere o zittire, magari creando leggi ad hoc nuove di zecca. Eppure proprio il gender suggerisce uno degli argini contro questa deriva: la famiglia. Attenzione, però, è l’avvertimento di Scianca, a non pensare che la famiglia che può riportare in asse il piano inclinato della civiltà occidentale sia la “famiglia tradizionale” e da “difendere” proposta, per esempio, dal Family Day. «Io credo che quel modello familiare – spiega Scianca – sia corresponsabile di molti dei mali odierni». È dunque il modello familiare romano quello a cui, secondo l’autore, bisogna guardare, perché «ha tutta un’altra dimensione: si tratta di una struttura comunitaria molto ampia, che innerva e sostiene la Res Publica, di cui trasmette i valori». «Per dirla con Hegel – prosegue Scianca, attingendo alla sua formazione filosofica – la famiglia è la forma di eticità immediata, che però deve trovare la sua sintesi nell’eticità perfetta, ovvero nello Stato». «E non è un caso – conclude l’autore di Contro l’eroticamente corretto – se, invece, gli esponenti del Family Day tendono spesso a opporre la famiglia allo Stato».