Tullio Covre, asso Rsi che si inabissò in mare per non colpire i bagnanti

Tullio Covre era un asso prima della Regia Aeronautica e poi dell’Aeronautica nazionale repubblicana della Rsi, ma non è per questo che lo vogliamo ricordare, in occasione del suo eroico sacrificio del 2 luglio 1961. Sì, perché Covre, sopravvissuto miracolosamente a tanti scontri impari con i caccia-bombardieri alleati durante la guerra, trovò la morte, sempre su aereo, in tempo di pace. Dopo la guerra ovviamente fu epurato perché aveva scelto la parte perdente, e si dovette ingegnare per guadagnassi da vivere, tanto più che dal suo matrimonio, avvenuto nel 1945, erano nati ben sette figli. Volare era la cosa che Covre, padovano classe 1917, amava veramente fare. Così formò una pattuglia aerea acrobatica all’aeroporto Boscomantico di Verona, chiamata Frecce Rosse. Nel 1961, anno della sua morte, la pattuglia acquistò un aereo Falco dalla società Aeromele di Gardolo. Il velivolo aveva la controversa elica a passo variabile, che Covre fece sostituire con una a passo fisso. In giugno Covre partecipò al Giro del Golfo in Sicilia senza problemi, tranne il fatto che fu costretto dopo l’esibizione a sostituire di nuovo l’elica. Glie ne fu montata un’altra a passo veriabile. Tornato in Sicilia, Covre si apprestò a partecipare al famoso Giro di Sicilia, completando la prima tappa che andava da Palermo a Catania. Domenica 2 luglio iniziò la seconda tappa, che riportava dal capoluogo etneo a Palermo. Mentre Covre si trovava sopra Messina l’elica si ruppe. Covre non era certo pilota da perdersi d’animo, e avrebbe potuto agevolmente effettuare un atterraggio d’emergenza sulla spiaggia, anche aveva superato i 40 anni. Senonché, la spiaggia di Mare Grosso, essendo estate, era piena di bagnanti, tra cui molti bambini ospiti di una colonia marina. Covre cercò a gesti far capire loro che si dovevano spostare per consentirgli di atterrare, ma i suoi gesti di emergenza furono interpretati come un festoso saluto. L’ex pilota della Rsi prese subito la sua decisione: atterrando avrebbe messo a rischio la vita dei bagnanti, perciò tentò un disperato ammaraggio. Purtroppo l’impatto fu più violento del previsto e Covre sbatté la testa contro l’intelaiatura metallica della radio, perdendo i sensi e inabissandosi. Malgrado i soccorsi fossero subito allertati, l’aereo e il suo pilota poterono essere recuperati solo tre giorni dopo, a causa delle forti correnti. La Fondazione Carnegie onorò il suo gesto con la Medaglia d’Argento al Valor civile, con questa motivazione: “Il consiglio di amministrazione nell’adunanza Del 30 maggio 1963 ha accordato la medaglia di secondo grado alla memoria di Covre Tullio, pilota, per il seguente atto di eroismo da lui compiuto il 2 luglio 1961 in Messina: Mentre partecipava al giro aereo della Sicilia, trovandosi in difficoltà per avaria al motore, tentava un atterraggio di fortuna sulla spiaggia tentando di far allontanare i numerosi bagnanti, tra i quali molti bambini di una colonia; ma i suoi segni venivano interpretati come un saluto affettuoso e nessuno si allontanava. Per evitare una sicura strage riusciva a dirottare verso il mare, inabissandosi con l’apparecchio: fulgido esempio del più nobile altruismo” Covre è ricordato anche con una targa all’aeroporto scaligero, e Verona gli ha dedicato una strada. Durante la guerra Tullio Covre di Medaglie d’Argento ne aveva conquistate tre per i suoi atti coraggiosi contro il nemico, oltre alla Croce di Ferro di II Classe e un cavalierato ungherese. Vogliamo anche ricordare un altro episodio: il 19 aprile Covre partecipò sui cieli di Verona all’ultima battaglia dell’Anr contro i Mustang alleati. Colpito, stava per lanciarsi quando si avvide che gli americani stavano attaccando alle spalle il suo camerata sergente Antonio Tampieri. Covre incredibilmente rientrò nell’abitacolo per avvertirlo con la radio, e quindi si lanciò ma rimase impigliato nell’antenna radio dell’aereo. Riuscì a liberarsi in extremis, appena in tempo per aprire il paracadute e salvarsi. Tampieri, avvertito del pericolo, evitò l’attacco e si salvò.