Sta emergendo dalla sabbia la nuova capitale dell’Egitto: pagano i cinesi…

Se ne parla già da un paio d’anni, ma adesso la nuova capitale dell’Egitto, dal nome ancora ignoto, che prenderà il posto del Cairo, sta diventando realtà con l’annuncio che i cinesi finanzieranno in gran parte il megaprogetto. La Cina Fortune Land Development Company ha accettato infatti di fornire 20 miliardi di dollari per la città, dopo un incontro tra i capi della ditta e il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi. Ciò segue un impegno precedente di 15 miliardi di dollari da un’altra società statale cinese, portando il progetto più vicino ai 45 miliardi di dollari necessari per la prima fase. I piani per la nuova capitale erano stati annunciati per la prima volta nel marzo del 2015. I funzionari governativi egiziani descrivono lo sviluppo come soluzione per l’affollamento, l’inquinamento e l’aumento dei prezzi delle abitazioni al Cairo. La megalapoli africana in effetti è da anni assolutamente invivibile. “La nuova capitale è un impegno importante per costruire lo spirito nazionale, favorire il consenso, assicurare una crescita sostenibile a lungo termine”, è detto sul sito web del progetto. “La nuova città creerà più posti per vivere, lavorare e visitare”. La città di 700 chilometri quadrati da costruire nel deserto all’Est del Cairo diventerà la nuova sede del governo e viene presentata come una visione molto più grande rispetto alla capitale attuale. Le proposte per la città includono alloggi per cinque milioni di persone, oltre 1.000 moschee, villaggi intelligenti, zone industriali, un centro conferenze da 5.000 posti e il più grande parco urbano del mondo. Il progetto ricorda quello di Brasilia, capitale artificiale costruita tra il 1956 e il 1969 abitata oggi da tre milioni di persone. L’interesse per il progetto è stato veloce. Un’azienda indiana sta progettando un vasto centro medico e università, mentre una ditta saudita intende costruire una moschea di 12,6 ettari e un museo islamico. La costruzione è già in corso. Secondo il quotidiano egiziano Al Ahram, gli ingegneri hanno iniziato a lavorare su infrastrutture tra cui ponti e oltre 200 chilometri di strade. La prima fase del progetto vedrà i ministeri del governo e blocchi residenziali emergere dalla sabbia. Questa fase potrebbe essere completa entro cinque anni, con i primi residenti in loco. Città fantasma? Nonostante l’ottimismo dei funzionari, ci sono preoccupazioni che il progetto incontrerà problemi. L’Egitto infatti ha già costruito diverse città satelliti attorno al Cairo, che hanno registrato una bassa occupazione, nonostante gli investimenti elevati “Le esigenze del Cairo dovrebbero essere soddisfatte dalle otto nuove città attorno a esso”, dice David Sims, un pianificatore urbano con sede nel Cairo. “Ma le persone li chiamano ancora oggi città-fantasma”. “Le nuove città satelliti hanno prodotto alloggi che sono inabbordabili e inaccessibili per la maggior parte degli abitanti del Cairo”, afferma Sims. “Le nuove città sono state costruite con un alto approccio modernista che non ha permesso accesso alle imprese e alle attività a cui la maggior parte degli egiziani è abituata”. La nuova città si trova a 45 chilometri a est del Cairo e appena fuori dalla Seconda Grande Area del Cairo, in una zona attualmente non sviluppata a metà strada dalla città portuale di Suez. Per dare un po’ di numeri, la città sarà costituita da 21 distretti residenziali e 25 “distretti dedicati”. Al centro vi saranno grattacieli e un obelisco che sembra assomigliare a quello di Washington. La città avrà anche un parco doppio del Central Park di New York, dei laghi artificiali, circa 2.000 istituti scolastici, un parco tecnologico e innovativo, 663 ospedali e cliniche, 1.250 moschee, 40.000 camere d’albergo, un grande parco a tema quattro volte Disneyland, 90 chilometri quadrati di aziende di energia solare, un collegamento ferroviario elettrico con il Cairo e un nuovo aeroporto internazionale nel sito dell’ex aeroporto esistente di Wadi al Jandali attualmente utilizzato dalla forza aerea egiziana. Si prevede che il trasferimento del parlamento, dei palazzi presidenziali, dei ministeri del governo e delle ambasciate straniere sarà completato tra il 2020 e il 2022. È stato rivelato che la città sarà costruita da Capital City Partners, una società di investimenti immobiliari privata guidata dall’imprenditore Emirati Mohamed Alabbar. Quando il progetto fu ufficialmente annunciato nel marzo del 2015, si è scoperto che l’esercito egiziano aveva già iniziato a costruire una strada dal Cairo al sito della nuova capitale.