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Campi Flegrei, sotto osservazione il super-vulcano: potrebbe eruttare a breve (VIDEO)

Campi Flegrei, sotto osservazione il super-vulcano: potrebbe eruttare a breve (VIDEO)

Il drone che passa sulla Caldera dei Campi Flegrei sorvola su un’area in cui la brace cova sotto la cenere; un’area in cui il super-vulcano è entrato di recente, e sempre di più, in una fase di irrequietezza che desta non poca preoccupazione. E sempre più pericolosamente. Diversi studi scientifici accreditano ogni giorno che passa il rischio che il supervulcano dei Campi Flegrei, entrato negli ultimi anni in una fase di fermento, per la quale si è reso necessario un monitoraggio costante mirato a individuare e a captare tempestivamente tutti quei possibili indizi di allarme.

Campi Flegrei, un segnale controlla il super-vulcano

Dunque è ancora allarme. Sempre allarme. Un rischio tenuto costantemente sotto controllo grazie a un nuovo parametro – appena individuato – in grado di aiutare non poco ad arginare il pericolo perennemente incombente, grazie ad uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’Ingv e recentemente pubblicato su Scientific Reports. Si tratta di un report che al momento ha valenza scientifica che, grazie a un segnale denominato «sismicità di background» in grado di analizzare congiuntamente fenomeni diversi, come sismicità, deformazioni del suolo e composizione delle fumarole. Certo l’attività di micro-terremoti avvenuti nei Campi Flegrei dopo il 2000 è atta analizzata in ogni suo aspetto, anche il più apparentemente ininfluente, ma allo stato dei fatti interpretare tutti i segnali di attività delle caldere era ed è tuttora molto complesso, anche perché, come riportato da diversi studi di recente acquisizione, «non sempre il susseguirsi di sciami sismici associati a forti innalzamenti del suolo e all’aumento dei vapori emessi dal vulcano anticipa un’eruzione. Può accadere anche il contrario». E non solo.

Caldera dei Campi Flegrei, una bomba pronta ad esplodere

Del resto, in un video postato in rete qualche mese fa, una simulazione concretizza l’incubo: un incubo di fuoco e distruzione. Nel filmato, la sezione Napoli dell’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – esaminava in una simulazione tridimensionale di un’eruzione pliniana ai Campi Flegrei (Napoli), simile all’eruzione di Agnano Monte Spina, che avvenne nella caldera dei campi circa 4100 anni fa. E la devastazione mostra un’ipotesi di disastro da brividi… nonostante l’eruzione magmatica paventata. Del resto Campi Flegrei non deriva forse dal greco flègo, che significa brucio? Dunque, i riflettori continuano ad essere puntati sulla vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a nord-ovest di Napoli e del suo golfo, con qualche timore in più del solito proprio in quesito giorni. E allora, in base a quanto sostenuto su Lescienze.it che, a sua volta, si riallaccia a quanto elaborato da ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Napoli e dell’University College di Londra, sembra proprio che un’eruzione alla caldera dei Campi Flegrei sia molto più vicina di quanto non ci si aspetti. Per questo – e per diverse altre ragioni – Ingv di Napoli e University College di Londra nel loro report scrivono che «l’area sta entrando in una fase critica nella quale i fenomeni di sollevamento del suolo e di sismicità locale potrebbero diventare più intensi».

 

 

 
 

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