Sit in per Emanuele Morganti. L’organizzatore: io minacciato, ma vado avanti

L’appuntamento è venerdì 26 alle 10,30 davanti al tribunale di Frosinone: tramite il passaparola sui social lì si sono dati appuntamento quanti vogliono chiedere una pena certa e severa per il branco che ha ucciso Emanuele Morganti, il ventenne di Tecchiena massacrato di botte davanti a una discoteca di Alatri circa due mesi fa. Per ricordarlo sono stati aperti tre gruppi su Fb, è stata lanciata una petizione su Change.org appoggiata anche dalla famiglia del giovane, e altre iniziative verranno, con la consapevolezza che la tragedia di Emanuele è un caso talmente grave ed efferato da rimanere impresso nella memoria di tutti gli italiani di coscienza. E anche a loro, non solo ai familiari, ai parenti, agli amici che ancora non si rassegnano a una morte assurda,  lo Stato deve dare una risposta.  

A lanciare il sit-in davanti al tribunale di Frosinone è stato un allevatore di Perugia, Luca Moscardo, 37 anni. Mai si era occupato così attivamente di una vicenda di cronaca ma la sorte di Emanuele lo ha colpito in modo particolare. “Una vicenda di una incredibile brutalità, che mi ha indotto ad impegnarmi concretamente per questo ragazzo. Sono andato anche a Frosinone a visitare la sua tomba, ho conosciuto parte della sua famiglia, gli zii, i cugini. Una famiglia umile, che si aspetta come noi del resto una pena esemplare per gli assassini. Un’iniziativa in questo senso – continua – del resto non riguarda solo la morte di Emanuele, in questo paese il perdonismo fa troppi danni, a volte si ha l’impressione che gli assassini abbiano più tutele dei familiari di chi è stato ucciso”. Per Luca Moscardo dunque il sit in per Emanuele sarà solo il primo di una serie di eventi. Alla manifestazione, che sarà pacifica e silenziosa, ha aderito anche Forza Nuova Lazio. 

Luca Moscardo è molto determinato: ha ricevuto anche minacce personali da un profilo fake su Fb per questo suo attivismo in favore della causa di Emanuele Morganti. Un episodio che non ha frenato la sua voglia di fare. “Io vado avanti, non si chi ci sia dietro quelle minacce, ho denunciato tutto alla polizia postale che se ne sta occupando”.