Papilloma, come curare il virus e perché bisogna vaccinarsi

Che cos’è il papilloma virus? Come si contrae e in che modo si può prevenire? Dopo le polemiche sul servizio di Report accusato di diffondere notizie false sui vaccini, sul sito del ministero della Salute viene pubblicata una nota scientifica che fa chiarezza su un virus  molto diffuso che colpisce circa il 75 per cento della popolazione e che può essere combattuto preventivamente con vaccini adeguati.

Un virus molto diffuso

Il Papillomavirus si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali, ma per contrarre l’infezione può bastare un semplice contatto nell’area genitale. In natura – si legge sul sito del ministero – ne esistono oltre 120 tipi diversi, in grado di aggredire la parete del collo dell’utero e produrre differenti tipi di alterazioni: alcuni sono responsabili di lesioni benigne (ad esempio i condilomi), altri producono, invece, lesioni in grado di evolvere in cancro. Non tutte le infezioni da HPV, quindi,  producono lesioni che poi possono evolvere in cancro. Anzi, la maggior parte di esse (circa l’80%) è temporanea e regredisce spontaneamente. Soltanto quelle che diventano croniche (una minoranza) possono trasformarsi nell’arco di 7-15 anni in una lesione tumorale. Il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne. Colpisce ogni anno circa 3.500 donne. Fortunatamente negli ultimi venti anni la mortalità per questo tumore si è ridotta drasticamente, soprattutto grazie alla diagnosi precoce realizzata attraverso i programmi di Pap-test.

Perché vaccinarsi

A fianco dello screening, la vaccinazione anti-papilloma – chiarisce il ministero guidato da Beatrice Lorenzin –  può efficacemente contribuire a ridurre l’impatto del cancro del collo dell’utero. «Attraverso la vaccinazione contro l’HPV è infatti possibile interrompere all’origine la catena che dall’infezione porta al cancro. Se grazie al vaccino l’organismo è in grado di contrastare l’infezione da Papillomavirus, allora non si potranno verificare i cambiamenti delle cellule del collo dell’utero, che portano allo sviluppo del tumore. Oggi sono disponibili due vaccini contro il papilloma virus: il vaccino bivalente e quello quadrivalente. Entrambi hanno un’efficacia elevata, se somministrati prima che la persona sia stata contagiata. Inoltre inducono una migliore risposta immunitaria nelle persone più giovani». La campagna di vaccinazione contro l’HPV è indirizzata agli adolescenti di entrambi i sessi, preferibilmente intorno agli 11 e i 12 anni di età. La vaccinazione in questa classe di età consente di prevenire, nella quasi totalità dei casi, l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali, che più frequentemente provocano il tumore della cervice uterina.