Ripicca Ue: non appoggerà più Londra sulla questione delle Falklands

La Brexit potrebbe cambiare lo scenario per la controversia sulle Falkland-Malvinas, aprendo nuove opportunità diplomatiche per l’Argentina che reclama la sovranità di questo territorio britannico d’oltremare. A sottolinearlo è l’ex ambasciatore argentino a Londra, Vicente Berasategui, che ricorda come gran parte dell’economia delle isole dipenda dall’Unione Europea. “L’impatto sul commercio potrebbe essere importante”, nota il diplomatico, aggiungendo che gli isolani perderanno anche i fondi di sviluppo europei. Si stima che il 70% del Pil delle Falkland, provenga dal commercio con l’Unione Europea, soprattutto nel campo della pesca. I kelpers, come vengono chiamati gli isolani, ne sono ben consapevoli e avevano respinto la Brexit al referendum di giugno. “Un cambiamento che riduca l’accesso dei nostri prodotti al mercato unico europeo potrebbe essere catastrofico, aveva avvertito prima del voto Sukey Cameron, rappresentante delle isole a Londra.

Le Falklands hanno votato per rimanere nel Regno

Altra questione è il sostegno diplomatico che Londra ha sempre ricevuto dall’Ue nello scontro con l’Argentina. “I Paesi europei hanno finora sostenuto la posizione britannica perché le isole erano riconosciute come territorio d’oltremare nel patto costitutivo dell’Unione Europea, ma non vogliono avere problemi nei rapporti con l’Argentina” nota Berasategui, secondo il quale, dopo la Brexit, “l’appoggio delle nazioni europee a Londra potrebbe ridursi un poco”. Situate a largo della costa argentina, le Falkland sono state occupate dai britannici nel 1833. L’Argentina, che le chiama Malvinas, non ha mai riconosciuto la sovranità di Londra e nel 1982 ha tentato di riprenderne militarmente il controllo in una fallita avventura bellica che provocò il crollo della dittatura allora al potere. Nel 2013 i kelpers hanno votato in massa per rimanere territorio d’oltremare britannico. Intanto l’avvento della presidenza di Mauricio Macri a Buenos Aires ha portato ad una distensione dei rapporti con Londra e all’avvio di una connessione aerea diretta fra le isole e l’Argentina.