Il cibo “spazzatura” mette a rischio i reni dei bambini. Ecco i sintomi da osservare

Febbre, perdita di appetito, mancato aumento di peso, urine torbide e maleodoranti, coliche renali ricorrenti. Questi i sintomi con cui i calcoli renali danno segno di sé in bambini anche piccolissimi e nei neonati. Piccoli reni a rischio, complice un’alimentazione scorretta sempre più minacciata da tentazioni lontane dalla dieta mediterranea. Junk food che già in tenera età si trasforma in “sassolini” negli organi-filtro. «La calcolosi pediatrica, endemica in Paesi come la Turchia, il Pakistan, l’India e altre aree meridionali dell’Asia, a causa di problemi diffusi come la scarsità di acqua e la malnutrizione, si può considerare ancora rara nel mondo occidentale, dove è però in progressivo aumento. Una delle concause risiede nel sempre più diffuso consumo di “cibo spazzatura”, e nel conseguente incremento di disturbi metabolici che colpiscono i bambini sin dalla prima infanzia».

Lanciano l’allarme da Milano gli esperti dell’Irccs Policlinico San Donato, dove l’équipe di Urologia diretta da Luca Carmignani offre un servizio ad hoc per la terapia dei bimbi con calcoli renali. «In media in Europa sono affetti da calcolosi renale 1-2 bambini ogni 100 mila nati, e l’Italia si colloca nella fascia più alta nell’incidenza media europea: siamo a circa 2 bambini ogni 100 mila nati – spiega Pietro Acquati, entrato a far parte del team di urologi del San Donato da poche settimane – Negli Stati Uniti è stato valutato l’accesso al pronto soccorso per calcolosi sul totale delle patologie pediatriche, con un risultato che mostra un ricovero per calcolosi ogni 685 ospedalizzazioni. Il New York Times ha segnalato che negli ultimi 10 anni i casi di calcolosi pediatrica sono aumentati di 7 volte negli Usa, per motivi metabolici, quindi legati all’alimentazione. Nel nostro Paese non siamo a queste cifre – precisa lo specialista – ma nella pratica clinica riscontriamo un aumento significativo, anche se non ci sono ancora dati che lo quantifichino. Non solo dieta, però. In alcuni casi, infatti, la calcolosi pediatrica può essere anche correlata a una malattia genetica chiamata cistinuria, caratterizzata dall’accumulo di calcoli di cistina (un particolare aminoacido) nel rene, nell’uretere o nella vescica.