Hacker russo in vista! E l’Olanda rinuncia ai computer per contare i voti

Uno spettro s’aggira per l’Europa: quello degli hacker russi. Incute paura a tal punto da indurre l’Olanda a rinunciare ai computer e tornare al tradizionale conteggio a mano per il calcolo dei voti in vista delle cruciali elezioni del 15 marzo. «Non voglio nemmeno un’ombra di dubbio sui risultati nel clima politico in cui ci troviamo», ha spiegato il ministro dell’Interno Ronald Plasterk, citato dal sito Politico.eu. Ma i timori vanno ben oltre il conteggio dei voti per estendersi alla diffusione di fake news, cioè notizie falsate ad arte per influenzare l’opinione pubblica. Il rischio di attacchi informatici ai politici è infatti ritenuto a dir poco possibile. Ai primi di febbraio, Rob Bertholee, capo dell’intelligence olandese (Aivd), ha rivelato che i suoi servizi hanno identificato centinaia di attacchi di hacker russi contro sistemi governativi per cercare di sottrarre documenti confidenziali

Si vota il 15 marzo: l’anti-Ue Wilders ok nei sondaggi

Ma è altrettanto vero che a preoccupare il governo olandese in vista delle prossime elezioni è soprattutto il Partito della Libertà di Geert Wilders, accreditato da più di un sondaggio come prima forza politica. Fortemente anti islamico e favorevole all’uscita dell’Olanda dall’Ue, Wilders sarà quasi certamente escluso da ogni esecutivo, ma si prevede un parlamento frammentato nel quale non sarà facile formare una coalizione di governo. Intervistato da media russi, Wilders si è detto favorevole ad abolire le sanzioni contro Mosca.

Tensioni tra Olanda e Russia per il jet abbattuto nel 2014

C’è anche da dire che i timori sugli hacker russi sono anche legati al difficile rapporto dell’Olanda con Mosca. La tensione nasce dalla vicenda dell’aereo della Malaysia Airlines partito da Amsterdam il 17 luglio 2014, che fu abbattuto in volo sull’Ucraina da un missile terra-aria probabilmente sparato dai separatisti filo russi. Dei 298 morti ben 193 erano olandesi. Alcuni funzionari dell’Aja sospettano che i russi abbiano già inquinato il referendum consultivo dell’anno scorso che bocciò il trattato fra Ue e d Ucraina. Il tema della sicurezza informatica del voto è da tempo in agenda in Olanda. Nel 2006 il primo a lanciare l’allarme fu un hacker, Rop Gonggrijp, che dimostrò come fosse facile piratare un computer usato per il voto. Per questo il governo decise di tornare nel 2007 alla vecchia scheda con matita copiativa. Da allora si sono moltiplicati gli allarmi, anche negli ultimi mesi, sulla mancanza di cultura di sicurezza informatica fra i politici e i partiti olandesi. E il governo ha quindi stabilito di abolire anche il conteggio elettronico delle schede.