Focus di Altroconsumo: vi spieghiamo che cos’è lo screening oncologico

Da che cos’è lo screening oncologico, fino alle varie tipologie di esame e a chi sono rivolte.
Altroconsumo, l’associazione per la tutela e difesa dei consumatori, in “Diritti in Salute”, elenca e spiega tutto ciò che è opportuno sapere per aderire a questo servizio fondamentale per la diagnosi precoce. 

Ecco come funziona lo screening oncologico

Ecco, in sintesi, le principali informazioni utili ai cittadini, negli approfondimenti dedicati al servizio per la diagnosi precoce offerto gratuitamente dal Ssn.

1) Cos’è lo screening oncologico. E’ un’attività di indagine diagnostica effettuata sottoponendo la popolazione ad un esame mirato a rilevare uno specifico tumore. L’intento dello screening è di passare al setaccio le persone sane per individuare i casi di tumore
nelle fasi iniziali non sintomatiche o negli stadi pre-cancerosi, quando si può intervenire in modo più conservativo e con possibilità di guarigione più alte rispetto a quando il tumore ha già manifestato la sua presenza. 

2) Gli screening oncologici offerti a livello nazionale. I test di screening offerti a livello nazionale sono: Mammografia, esame offerto gratuitamente ogni due anni per la prevenzione del tumore al seno alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni; Pap test/Hpv test, esame offerto ogni tre anni per la prevenzione del tumore del collo dell’utero alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni; sangue occulto nelle feci, esame offerto ogni due anni a uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni per la prevenzione del tumore del colon retto; rettosigmoidoscopia, esame offerto in alternativa al sangue occulto nelle feci a uomini e donne tra i 58 e i 60 anni, da effettuare una volta nella vita per la prevenzione del tumore del colon retto.

3) La frequenza dello screening. Le età di inizio e fine, così come l’intervallo di tempo tra un esame di screening e quello successivo, spiega Altroconsumo, si basano su una ponderazione dei dati di efficacia e sicurezza degli screening, facendo un attento bilancio tra i benefici desiderati (ridurre la mortalità nella popolazione e ricorrere a terapie meno invasive, demolitive e destruenti) e i potenziali rischi degli screening: false rassicurazioni (i falsi negativi), i falsi allarmi (i falsi positivi) e le ben peggiori sovradiagnosi e sovratrattamento, cioè il rilevamento e il trattamento (chirurgico, farmacologico, radiologico) inutile di tumori indolenti che a conti fatti non si sarebbero mai rivelati, né avrebbero causato alcun problema nelle persone invitate a fare l’esame.

5) Screening limitati ad alcuni tumori. Un esame di screening è utile solo quando una diagnosi precoce comporti netti vantaggi rispetto a una diagnosi in fase sintomatica o più tardiva, cosa che non va data per scontata: ci sono tumori con ottime chance di guarigione anche se diagnosticati in fase sintomatica e tumori con pessime chance di guarigione anche se scoperti precocemente. Ci sono tumori che evolvono rapidamente e che non si prestano allo screening e tumori con periodi di sviluppo più dilatati, che invece si prestano bene a essere ricercati dagli screening.