In 15 contro uno: pestato a sangue dal branco di un liceo bene di Milano

Frequentano un  liceo considerato “bene” di Porta Venezia a Milano i 15 aggressori di un giovane studente di Ingegneria che è stato pestato a sangue. Il Corriere di Milano fa una dettagliata ricostruzione dell’accaduto «Sono uscito dal ristorante – ha raccotnato il giovane –  Ero diretto alla macchina: l’avevo parcheggiata a circa duecento metri, vicino a un supermercato. Ho percorso tre passi sulla sinistra e mi sono saltati addosso. Non ho visto più niente tranne l’asfalto. Mi sono coperto la testa con le mani, pregando di non morire». Il ristorante in cui era andato è  il «Momo Restaurant» di via Monte Ortigara, zona di Porta Vittoria. Gli aggressori sono tutti minorenni «che in gran parte frequenterebbero un liceo-bene di Porta Venezia, amici di un coetaneo che poco prima, all’interno dello stesso locale, durante la festa privata per il compleanno di una diciottenne, aveva strofinato una sigaretta accesa sul collo dell’universitario. «Ho sentito il bruciore, mi sono girato per chiedergli conto. Quello ha detto che s’era sbagliato, ha chiesto scusa, ha ripetuto che non voleva. Ci siamo stretti la mano e credevo fosse finita lì». Questo il racconto del ragazzo, che poi mai si sarebbe aspettato quel che è accaduto. 

Violenza cieca da parte del branco: «Salvo per miracolo»

Il tipo della sigaretta ha informato gli amici che hanno deciso tutti in branco di sferrare una “spedizione punitiva“ contro lo studente universitario senza u vero perché. «Hanno atteso fuori il ventenne. Erano una quindicina. Non hanno detto una parola. Non hanno lanciato insulti. Hanno cominciato il pestaggio. Ma nella furia non hanno badato alle telecamere di sorveglianza del ristorante».  Indaga la polizia. I violenti – secondo le informazione del Corriere di Milano – avrebbero i giorni contati, dunque che si preparino a rendere conto agli investigatori e ai genitori (e pure, eventualmente, al buon nome della scuola). Secondo le indicazioni del ragazzo picchiato, ora in ospedale con denti rotti e contusioni varie,  pare che i bulli non fossero ubriachi o semincoscienti per qualche droga. Dunque il piano era sempre lo stesso per balordi di questo tipo: il male per semplice gusto di fare male.  «Sarebbe andata molto peggio se non si fosse fermata  una macchina con due due donne a bordo. 
«Hanno urlato per provare a interrompere l’agguato e han chiamato le forze dell’ordine. Al rumore delle prime sirene della polizia, i coraggiosi hanno deciso di scappare, ognuno in una direzione diversa». «M’è andata bene, m’è andata di stralusso, ed è questo che conta. Senza quelle due donne, che non mi stancherò di ringraziare per i prossimi anni, forse sarei ancora giù per terra. Anche il personale del ristorante, in verità, appena s’è accorto, è corso fuori ad aiutarmi», dice ora il ragazzo aggredito. 
Gli investigatori ora hanno in mano le immagini delle telecamere. I testimono sostengono che il nucleo del branco provenga da quel liceo di Porta Venezia, e i racconti parlano di una ferocia pazzesca.