Mattarella: “Servono nuove regole elettorali” . Il primo problema? Il lavoro

Elezioni politiche? Mattarella ne parla solo in uno degli ultimi passaggi del suo discorso di fine anno, il secondo da quando è presidente della Repubblica. E ne parla solo  per dire che occorrono nuove regole per andare a votare. Per Mattarella il “problema numero uno resta il lavoro”. Un discorso ad ampio raggio quello del Capo dello Stato. Mattarella parla anche delle vittime italiane dell’odio islamista, dei giovani, della violenza alle donne, della crescita economica ancora “debole”, di Europa. Significativi sono due passaggi. Il primo è quando Mattarella riconosce che l’allarme sicurezza causato dalla massiccia  presenza di migranti non va “sottovalutato”. Il secondo è quando si rallegra per la presenza in Italia dei due marò Latorre e Girone. Ben leggibile, nel discorso di Mattarella, è anche una indiretta stoccata a Grillo. E’ nel passaggio in cui stigmatizza la violenza verbale sul web come strumento di lotta politica.

Ma ecco i passaggi più significativi del discorso  del Capo dello Stato.

Servono nuove regole elettorali

L’alta affluenza al referendum costituzionale di dicembre è stato un segno di grande maturità democratica, secondo Mattarella, per il quale  “in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisce la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria”. Per il Capo dello Stato,  però «con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso». Per questo “risolvere, rapidamente, la crisi di governo era necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi”. “Mi avete scritto di votare – dice il Presidente della Repubblica – ma con queste regole non si può”.

No alla violenza verbale come strumento di lotta politica

L’odio e la violenza verbale come strumento di lotta politica avvelenano e sono nemici della convivenza e intossicano la società. «Il web è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi».

Immigrazione, non sottovalutare  l’allarme sicurezza 

Lo sguardo del Capo dello Stato è rivolto anche agli eventi internazionali e alla questione dei migranti. «Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista – ha detto – la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza. È uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza». Per il Presidente «l’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte».

Lavoro emergenza numero uno

La disoccupazione è sempre l’emergenza del paese. «Il problema numero uno resta il lavoro, nonostante l’aumento degli occupati – ha detto Mattarella – sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini». Il lavoro che manca, il lavoro che dà dignità e libertà. Alle donne e anche ai giovani che per trovare un’occupazione vanno all’estero.