Smog killer: l’inquinamento in Europa fa mezzo milione di vittime l’anno (video)

 

Smog killer, un assassino silenzioso ma efferato che ogni anno in Europa uccide quasi mezzo milione di persone, più di 460 mila. Cifre inquietanti di cui  un paragone usato in queste ora rivela e sottolinea la gravità insita nei numeri: è come se una città più grande di Firenze o Bologna – è stato detto – sparisse nel nulla nel giro di dodici mesi. A lanciare l’allarme è l’Agenzia europea per l’ambiente che ammonisce: nonostante la qualità dell’aria stia migliorando, l’inquinamento resta comunque il principale fattore ambientale di rischio per la salute. E così, nella stessa giornata dell’annuncio choc sull’inquinamento, il Parlamento europeo da il via libera a una direttiva che impone agli Stati membri limiti più bassi per le principali sostanze inquinanti. L’obiettivo: abbassarne entro il 2030 la quantità nell’atmosfera sotto i livelli del 2005, per dimezzare l’impatto dell’inquinamento sulla salute.

Smog killer in Europa: mezzo milione di morti

E l’Italia non risulta affatto immune al problema. Dal rapporto annuale pubblicato dall’Eea emerge infatti che nel 2014 il valore di PM10 ha costantemente superato i limiti consentiti nelle aree dove sono state fatte le misurazioni. E questo nonostante il calo «particolarmente marcato» di queste polveri sottili nell’atmosfera rilevato comunque negli ultimi anni. Ad oggi, l’Italia ha due procedimenti d’infrazione in corso in Europa per la qualità della sua aria. Uno, aperto nel 2014, contesta lo sforamento dei limiti di PM10 in 12 regioni fra il 2008 e il 2012. L’altro, aperto nel maggio 2015, riguarda i valori di diossido di azoto, sforati in 15 città di 7 regioni. Le nuove regole varate oggi, che adesso dovranno essere recepite dagli Stati membri, stabiliranno tetti nazionali ancora più stringenti per cinque sostanze letali: anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e particolato fine. Responsabili di problemi che vanno dalle malattie respiratorie e cardiovascolari alle piogge acide, dalla distruzione delle colture ai danni agli edifici.

Inquinamento, giro di vite a Strasburgo

Il giro di vite varato a Strasburgo «salverà centinaia di migliaia di vite ogni anno», esulta il presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo, Giovanni La Via. Eppure in tanti avrebbero voluto di più e accusano gli Stati dell’Unione europea di essersi opposti in sede di Consiglio a misure più ambiziose. Non a caso, c’è stato anche chi, tra i banchi dell’europarlamento, ha rilevato polemicamente il fatto come i governi e le istituzioni europee abbiano escluso il metano dalla lista dei gas inquinanti, nonostante sia un gas serra 21 volte più dannoso per l’ambiente del biossido di carbonio… Comunque, è parere ampliamente condiviso, è stato fatto senz’altro un passo avanti nella lotta all’inquinamento, e non è ancora detta l’ultima parola. Anche se gli Stati membri hanno insistito per escludere il metano dal campo di applicazione della direttiva, spiegano dal Parlamento, la Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.