Non solo Clinton e Trump: si vota anche su pena di morte e armi

Gli americani al voto non solo per decidere fra Hillary Clinton e Donald Trump. In molti Stati americani l’8 novembre si vota anche sulle restrizioni alle armi e sulla pena di morte, temi sui quali i due candidati alla Casa Bianca hanno mantenuto le distanze. Si tratta infatti di temi scivolosi, che spaccano l’opinione pubblica e sui quali l’esporsi comporta rischi politici molto elevati. In alcuni Stati si chiede agli elettori anche se vogliono o meno l’aumento del salario minimo, tema caro ai democratici con Bernie Sanders che ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. I repubblicani sono invece contrari, perché temono sia un nuovo fardello per le aziende, già alle prese con una massiccia regolamentazione, e che quindi rischi di rallentare il mercato del lavoro, già debole. In California si vota anche su due questioni che vanno avanti da molto tempo: la legalizzazione della marijuana e l’obbligo dei preservativi nell’industria del porno. SALARIO MINIMO. Gli elettori di quattro Stati – Arizona, Colorado, Maine e Washington – decidono se aumentarlo da 12 dollari l’ora a 13,50 dollari l’ora entro il 2020. FISCO AZIENDE. In Oregon si voterà sulla possibilità di aumentare le imposte sulle imprese per aiutare le casse dello stato a generare maggiori entrate. PENA DI MORTE. In Nebraska gli elettori sono chiamati a esprimersi sulla legge approvata nel 2015 che mette fine alla pena capitale, commutando anche le sentenze gia’ emesse nel carcere a vita. In Oklahoma, invece, si voterà su un emendamento costituzionale che tutela la pena di morte: se la misura sarà approvata si eviterà che nella costituzione dello stato la pena di morte venga definita crudele o una punizione inusuale.

Clinton e Trump non hanno trattato temi scottanti

In California sono infine al voto due misure in contrasto: la Proposition 62 che trasforma la pena di morte nel carcere a vita senza possibilità di ottenere la libertà; la Proposition 66, invece, prevede di eliminare gli ostacoli che ritardano la pena di morte, accorciando i tempi fra la condanna e l’esecuzione. Se tutte e due le misure dovessero passare ottenendo il quorum necessario, sarà attuata quella che ha incassato il maggior numero di preferenze. RESTRIZIONI ACQUISTO ARMI. In California si voterà sull’obbligo dei background check (i controlli preventivi) per chi acquista munizioni, per i quali sarà necessario ottenere anche l’autorizzazione del Dipartimento di Giustizia. In Maine e Nevada si vota per regole più stringenti per l’acquisto di armi. Nello Stato di Washington si vota una proposta che consente ai tribunali di emettere ordini per ”rischio estremo” che prevengono l’acquisto da parte di chi e’ ritenuto pericoloso. IMPOSTE SULLE EMISSIONI E SUI RICCHI. Gli elettori dello Stato di Washington sono chiamati a esprimersi sull’imposizione di tasse sull’uso di alcuni alcuni combustibili fossili. In Maine si vota sulla possibilità di imporre un’ulteriore tassa del 3% su chi guadagna piu’ di 200.000 dollari l’anno. SUICIDIO ASSISTITO. In Colorado si vota sulla possibilità di concedere ai malati terminali la scelta di togliersi la vita usando medicinali prescritti dal medico. INDUSTRIA PORNO. In California si vota la Proposition 60, che richiede agli attori di film porno di indossare il preservativo. I produttori, se passa il quesito, saranno obbligati a pagare per le vaccinazioni e i test degli attori, e saranno ritenuti responsabili se i preservativi non saranno usati. MARIJUANA. Gli elettori della California votano sulla legalizzazione della marijuana per uso ricreativo per chi ha più di 21 anni.