Meteo, in arrivo le previsioni di quartiere: cambierà tutto. Ecco come

Sempre più spesso, ultimamente, le previsioni meteo del giorno prima vengono smentite dalla realtà climatica del day after:con buona pace di chi si affida alla loro indiscussa attendibilità. Ora, tanto per complicare il quadro, addetti ai lavori e appassionati della preveggenza sui fenomeni atmosferici, direttamente dal Festival Meteorologia che si apre oggi a Rovereto annunciano che il futuro del meteo è – e sarà sempre di più – affidato alle previsioni di quartiere. Ed è presto detto perché.

Meteo, in arrivo le previsioni di quartiere

È ormai accertato, infatti, che nelle città le condizioni meteo possono cambiare anche a soli 100 metri di distanza a causa di traffico, sistemi di riscaldamento o del modo in cui sono costruiti gli edifici: dati analizzati e commentati dagli esperti nel Festival della Meteorologia – promosso da università di Trento e comune di Rovereto – che chiuderà i battenti domani (sabato 12 novembre ndr). «La popolazione si sta concentrando nelle città e le grandi aree metropolitane dovrebbero dotarsi di un servizio meteorologico mirato che faccia previsioni quartiere per quartiere» ha detto Dino Zardi, fisico dell’atmosfera dell’università di Trento e responsabile scientifico del Festival. Nelle città, infatti ci possono essere differenze anche da un quartiere all’altro a causa delle attività o anche del modo in cui sono fatti edifici e strade, ed esistono già i modelli e gli strumenti di calcolo per arrivare a fare previsioni di questo tipo.

Canyon urbani e ristagno di sostanze inquinanti

L’università di Trento, per esempio, ha sviluppato un modello testato su Trento e Rovereto che, ha spiegato Zardi, «può essere esportato anche alle altre città». La presenza di un’area urbana altera sensibilmente anche la circolazione del vento e le strade costeggiate da edifici, per esempio, formano dei cosiddetti canyon urbani che fanno ristagnare gli inquinanti. Marco Ragazzi, ad esempio, che insegna ingegneria sanitaria ambientale, con il suo gruppo ha mostrato come nei canyon urbani si accumulino inquinanti come il benzene. «Il ristagno avviene nei punti dove le strade sono più strette e gli edifici più alti», ha spiegato, dunque, «sapere in quali zone della città si accumulano queste sostanze – ha concluso – è importante per la salute pubblica perché sostanze come il benzene sono cancerogene».