Jobs Act, è flop clamoroso: lo certifica l’Inps. Ecco gli impietosi numeri…

Jobs act, mai iniziativa del governo fu tanto magnificata dalla retorica ufficiale. E mai iniziativa s’è rivelata tanto fallimentare. Il dato, impietoso, è arrivato dall’Inps. Nei primi 9 mesi mesi del 2016 sono stati stipulati 1.213.334 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) a fronte di 1.165.879 cessazioni di rapporti di lavoro stabili. L’Osservatorio Inps sul precariato spiega che il saldo positivo per 47.455 unità è di oltre il 90% inferiore a quello dello stesso periodo del 2015 (519.690), quando però per le assunzioni a tempo indeterminato era in vigore l’esonero contributivo previdenziale totale. Questo significa che l’ impulso all’occupazione di cui si vanta il governo non c’è stato affatto. E il motivo è evidente: una volta venuto meno il bonus previdenziale, le aziende hanno cominciato a licenziare.

Le assunzioni complessive dei datori di lavoro privati nei primi nove mesi dell’anno -afferma sempre l’Inps –  sono state 4.314.000 con un calo del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. L’Osservatorio sul precariato precisa come il rallentamento delle assunzioni abbia riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato con 443.000 rapporti stabili in meno (-32%). Il calo – spiega l’Inps – va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-34,4%).

Sintomatico che il ministro del Welfare, Giuliano Poletti,  abbia messo questa mattina le mani avanti, prima della diffusione del rapporto Inps. “Non credo che nessuna legge mai possa inventare o creare posti di lavoro. Le leggi possono migliorare il contesto, possono rendere più facile alle imprese di crescere. Noi possiamo migliorare le condizioni di contesto”. Il fatto è che il Jobs Act, questo mitico “contesto”, lo ha anche peggiorato