I satelliti ridisegnano la geometria delle faglie: Norcia scivola sempre più a est

La Terra si sposta. La geometria profonda della faglie continua a modificare ascisse e ordinate del suo istema di riferimento. Norcia scivola verso est. L’area di Castelluccio si abbassa progressivamente: il sottosuolo continua a tremare, ad assestarsi, a terrorizzare. I dati arrivati dai satelliti confermano smottamenti e nuovi assetti in via di definizione, con le immagini delle zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto, e ribadiscono – nel dettaglio – che Norcia è scivolata verso Ovest di 35 centimetri, mentre l’area di Montegallo si è spostata verso Est e la zona di Castelluccio si è abbassata di oltre 60 centimetri.

Terremoto, dai satelliti i nuovi dati della geometria delle faglie

Adesso i sismologi hanno dati importanti per proseguire nel loro lavoro senza sosta, teso a ricostruire la geometria di uno dei sistemi di faglie più complessi mai visti, come quello degli Appennini. «In soli quattro giorni sono già arrivati dati di qualità», ha detto il sismologo Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Dalle immagini è stata ottenuta una prima animazione degli spostamenti del suolo provocati dal primo terremoto, quello di magnitudo 6,0 del 24 agosto, e poi da quello di magnitudo 5,9 del 26 ottobre e infine dall’ultimo e più violento, quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre. Le immagini sono state elaborate grazie alla collaborazione fra Ingv, Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Nel frattempo si sa che è necessario tenere alta la guardia perchè è anche impossibile fare qualsiasi previsione su come la situazione potrà evolvere. Altrettanto impossibile è sapere se potranno esserci nuove scosse importanti e, nel caso in cui questo dovesse avvenire, le probabilità maggiori indicano che potranno avvenire in direzione Nord-Ovest. Questo perchè, ha spiegato Valensise, «rispetto al primo giorno l’attività si è spostata sempre più verso Nord Ovest», compresa la più recente delle scosse più forti, quella di magnitudo 4,7 registrata il 3 novembre nella provincia di Macerata.

Scosse senza fine: ecco come si affronta l’emergenza scuole

Seppur sconvolta nella sua quotidianità, la vita deve comunque proseguire. E allora, andata ko la scuola di Visso, che comprende classi di elementari e medie per i giovani della Valnerina – e diventato evidente che non ci sono rapide soluzioni alternative sul posto, dove la quasi totalità degli edifici è distrutta o lesionata e lo sciame sismico non accenna a placarsi, i sindaci di tre Comuni tra i più colpiti dal sisma, Castelsant’Angelo sul NeraUssita e della stessa Visso, hanno alzato bandiera bianca e in una riunione delle scorse ore dedicata alla scuola hanno concluso che gli studenti andranno a lezione nelle aule di una nuova struttura, provvisoria, situata al mare, sulla costa, vicino alle famiglie ospitate in alberghi e campeggi. Ma non più a Visso, né in Valnerina. Il provvedimento vale per tutto l’anno scolastico corrente, fino al giugno 2017. Successivamente, verso il 2018, si vedrà… Del resto la scelta dei sindaci è stata praticamente obbligata: i paesi della valle del Nera devastati dal terremoto hanno la quasi totalità degli edifici inagibile. È impossibile pensare a un rientro delle famiglie, che sono alloggiate in gran parte fra Civitanova MarchePorto Sant’Elpidio e Porto Recanati. E di scuola si è parlato anche in Umbria dove nelle aree del sisma sono proseguite le ispezioni. I Comuni colpiti aspettano un comunicato ufficiale della Regione, che potrebbe essere pronto per domani, con le disposizioni in merito. Comunque a Norcia, dove peraltro c’è anche un polo scolastico medio superiore con più indirizzi, si stanno installando dei moduli di emergenza: di sicuro, viene spiegato, saranno usati come aule per gli studenti della scuola primaria, ma facendo i turni potrebbero ospitare anche lezioni dei più grandi.

Vigili del fuoco, carabinieri e militari anti-sciacalli

E mentre vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico lavorano senza sosta per portare in salvo una cospicua parre del nostro patrimonio artistico messo in pericolo dal sisma e dai predatori sempre in agguato, portando via dalla Chiesa di San Filippo Neri a Camerino, la pala di Gian Battista Tiepolo dedicata all’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, a rischio di danni per il terremoto e di furto ad opera degli immancabili sciacalli – si stratta di un un olio su tela di 350 cm x 182, realizzato proprio per la chiesa di Camerino, portato ora in un luogo sicuro – il ministero della Difesa annuncia l’invio di 500 militari anti-sciacalli nelle zone terremotate, perché anche nei territori in cui il sisma non ha provocato danni c’è chi fa leva sulla paura. Nella Bassa Piacentina, a 3 chilometri da Cremona, sono stati segnalati finti tecnici che chiedono di entrare nelle case per effettuare presunte verifiche statiche commissionate dai Comuni dopo le scosse: sciacalli anche questi. Si contano una decina di episodi, in particolare a Caorso e Cortemaggiore. I sindaci dell’Unione, allora, si affrettano a precisare di non avere attribuito alcun incarico.