Il Vaticano scioglie le riserve: la cremazione si può fare, ecco come

Se ne parla da tempo, ma ora sulla cremazione il Vaticano scioglie le riserve una volta per tutte: era atteso proprio per oggi (martedì 25 ottobre ndr) un nuovo documento del Vaticano sulla cremazione e, puntuale, è arrivato. Se, infatti, la pratica già da alcuni decenni è accettata dalla Chiesa, ora però, considerata anche la sua sempre maggiore diffusione, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha deciso di mettere dei “paletti” sulle modalità di questo rito funebre e di stilare un vero e proprio vademecum. Un sistema di regole e precisazioni opportune il cui nodo centrale è la questione della dispersione delle ceneri, come anche la loro conservazione non in luoghi sacri ma in ambienti domestici. Il documento appena presentato, allora, conferma questa linea – ovvero una dissuasione sia nei confronti della dispersione delle ceneri in natura sia per la loro conservazione lontana dai cimiteri – e va anche oltre, enucleando una serie di linee-guida a cui attenersi e di procedure da seguire che faranno da punto di riferimento a tutti gli episcopati del mondo. «Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo», si sostine allora nel documento per l’Istruzione sulla cremazione della Congregazione per la Dottrina della Fede approvata da Papa Francesco. Ma vediamo, di seguito, nel dettaglio, le linee-guida approvate dal Vaticano sulla cremazione.

Ecco le regole del Vaticano sulla cremazione

1) Le ceneri vanno conservate nei cimiteri e non in casa. O meglio: se viene scelta la cremazione «per motivazioni legittime», in ogni caso «le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nei cimiteri», in quanto «la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita». Non solo: le ceneri in nessun caso «possono essere divise tra i vari nuclei familiari». «Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali – precisa la Congregazione per la Dottrina della Fede – dipendenti da condizioni culturali di carattere locale, l’Ordinario, in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali, può concedere il permesso per la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica» ma – si ricorda nel documento – alle ceneri vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione».

2) Alla cremazione niente gioielli con le ceneri. Nel caso in cui per un defunto venga scelta la cremazione, «non sia permessa» la conversione delle ceneri «in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione».

3) Se la cremazione è esplicitamente una scelta contro la fede vanno negati i funerali. La cremazione – spiega il dopcumento entra nel merito delle regole di base da seguire dopo le esequie – non deve essere esplicitamente una scelta contro la fede, altrimenti la Chiesa non può celebrare i funerali. Lo indica chiaramente l’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede che nel documento stilato e appena presentato aggiunge anche: «Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto», è dunque l’indicazione del documento pubblicato oggi dal Vaticano.

4) Per i defunti resta comunque preferibile la sepoltura. La cremazione di un cadavere non è di per sé negazione della fede cristiana, ma per la Chiesa resta comunque «la preferenza della sepoltura dei corpi». E nell’indicarlo la nuova Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede in materia, il documento approvato da Papa Francesco chiarisce anche che «la prassi della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Dopo avere opportunamente sentito la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, il Pontificio Consiglio per i testi legislativi e numerose Conferenze episcopali e Sinodi dei vescovi delle Chiese Orientali, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ritenuto opportuno la pubblicazione di una nuova Istruzione, allo scopo di ribadire le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi e di emanare norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri nel caso della cremazione». Seguendo l’antichissima tradizione cristiana, «la Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l’inumazione – si sottolinea – è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale».

5) La cremazione non è vietata, ma si fa dopo le esequie. In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, «la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali, avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso».

6) Non è ammesso il rito funebre come tappa della reincarnazione. Infine, in un altro dei passaggi nodali del documento approvato dal Pontefice e presentato poco fa, si sostiene come e perché la Chiesa «non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della reincarnazione, sia come la liberazione definitiva dalla “prigione” del corpo».