Inaugurata a Parigi la prima shooting room, la cosiddetta “stanza del buco”

11 Ott 2016 12:02 - di Liliana Giobbi

È stata inaugurata la prima narcosala di Parigi, la cosiddetta shooting room per il consumo controllato di droga, un’iniziativa già testata con successo in una decina di paesi europei, dalla Svizzera all’Olanda, dalla Norvegia alla Spagna. Il centro di 450 m2 adiacente all’ospedale Lariboisière, nel nord di Parigi, è stato inaugurato dopo anni di polemiche e rinvii alla presenza del sindaco, Anne Hidalgo, e del ministro della Salute Marisol Touraine.

La prima shooting room inaugurata nel 2012 a Copenaghen

Parigi si ispira dunque alle altre città europee che da tempo si sono dotate di analoghe strutture. Come, ad esempio, Copenaghen, dove la prima shooting room è stata inaugurata nel 2012 e ha avuto un tale “successo” da suggerire al consiglio comunale di aprirne altre. In Francia il dibattito è aperto da tempo, sin dagli anni della presidenza di Nicolas Sarkozy, ma è con il socialista François Hollande, che è arrivato il via libera del governo. A portare avanti il progetto è stata la Mildt, la Missione interministeriale di lotta contro le droghe e le tossicomanie, in collaborazione con il ministero della Sanità. Le shooting room sono un’alternativa alla strada per i tossicodipendenti, che possono consumare droghe in buone condizioni di igiene (diminuendo i rischi di contaminazione, in particolare di epatite C e Hiv) e con il controllo di personale qualificato. Nella città dove già esistono si trasformano spesso in vere e proprie sale “salvavita”. Nel 2010, un rapporto Inserm, l’Istituto francese sulla ricerca medica, sottolineava che, dove esistono, le “stanze del buco” avevano permesso di «migliorare la salute» dei tossicodipendenti e di «ridurre i comportamenti a rischio».

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