Glory glory alleluia? No, John Brown uccideva perché glielo diceva Dio…

Oggi ricorre l’anniversario della sanguinosa incursione di John Brown all’arsenale federale di Harpers Ferry, in Virginia. L’episodio avvenne nel 1859, e si può ben dire che in qualche modo accelerò l’inizio della Guerra di Secessione americana. Fu un massacro feroce e inutile, perché lo scopo della missione per John Brown era quello di liberare gli schiavi della Virginia e di armarli con le armi razziate al deposito. Cosa che ovviamente non si verificò, ma in quella follia John Brown e i suoi complici uccisero due Marine e altri dieci partecipanti all’azione morirono. Catturato insieme ad altre 5 persone, John Brown fu impiccato insieme a loro per tradimento, cospirazione, omicidio e insurrezione armata. John Brown da allora è entrato nel nostro immaginario collettivo come paladino della libertà, e ancora oggi è considerato tale. Se potessero, gli darebbero un Premio Nobel alla memoria. Su di lui sono state scritte canzoni, poesie, libri, girati film. Per molti è un eroe della causa antischiavista, per molti altri fu il primo terrorista che operò in America. Ma chi era veramente John Brown? Vediamo. Nato nel Connecticut nel 1800, nel 1848 si trasferì nello Stato di New York in una comunità di ex schiavi neri. Quando molti Stati del Nord, schiavisti, iniziarono a opporre alla tendenza anti-schiavista una sorta di resistenza pacifica, John Brown teorizzò l’uso della violenza armata contro chiunque fosse schiavista. Sosteneva che eseguiva la volontà di Dio nel punire coloro che possedevano schiavi, in quanto peccatori. Durante la crisi del Kansas, sempre prima della guerra, condusse volontari armati contro schiavisti o presunti tali, uccidendo diverse persone. Nel 1856, la banda da lui capeggiata uccise cinque persone a Pottawatomie Creek.

John Brown attacca Harpers Ferry

Ma fu nel 1859 che compì l’azione per la quale fu poi impiccato, l’attacco ad Harpers Ferry. Dopo la sua morte John Brown fu acclamato come un eroe e persino Victor Hugo, che si trovava in esilio in America, cercò di ottenerne l’assoluzione. Ovviamente, nel clima politicamente torrido di quegli anni, il massacro di Harpers Ferry alimentò le tensioni, che un anno dopo, con l’elezione del repubblicano Abramo Lincoln alla presidenza, antischiavista, getteranno le basi per la guerra sanguinosa che ne seguì. I giudizi su di lui sono più che mai variegati: chi lo considera un attivista, chi un folle, chi un sognatore, chi un precursore dei diritti umani, chi uno che si è sacrificato per la libertà, chi un idealista, chi uno che voleva indirizzare la politica attraverso il meccanismo del terrore. Chi un fanatico, un ossessionato, uno zelota, uno squilibrato. Malcom X, quello che voleva portare la shaaria negli Usa, ovviamente ne disse un gran bene. Le truppe nordiste cantavano la canzone ispirata a lui, John Brown’s body. Che fa così: “Il corpo di John Brown giace in una tomba, ma la sua anima marcia insieme a noi. Glory glory alleluiah, glory glory alleluiah”, che tutti conosciamo.