Gli antichi bordelli: il tour dei lupanari ora l’organizza il Comune di Genova

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Vecchi bordelli sotto la Lanterna. Certo, bocca di Rosa non abita più a Genova. Pare. Ma quelle ‘signorine’, dalla fine dell’Ottocento fino al 1958 – data dell’applicazione della legge Merlin – hanno lavorato nei bordelli in numerose zone della città: da quelle altolocate come via Garibaldi fino negli oscuri carruggi della Maddalena. C’erano lupanari pubblici ma anche bordelli privati, case chiuse dai nomi fantasiosi e ammiccanti con maitresse pittoresche come l’Angioina o la Rina detta ‘La tigre di Gondar‘ per l’opera prestata al seguito dell’esercito italiano in Etiopia. Nostalgica del fascismo, si dice che vietasse alle signorine l’intimo di color nero che non si addiceva a parti del corpo particolari. Vuoi mettere un tour tra case chiuse e vecchi bordelli per attirare i turisti? Così il Comune di Genova organizza il tour ‘Genova antica tra bordelli e case chiuse’, un omaggio a quella pruderie trasversale a epoche e nazioni. Via libera alla fantasia: un’ora e mezza nelle strade che furono hot, tra i luoghi dove Bocca di Rosa lavorava di notte con i tempi scanditi dalle tacche sulle candele. Anche in questo caso, le caste erano ben separate. C’erano i bordelli per i ricchi signori come il Suprema e il Mary Noir, dove veniva servito champagne e si potevano mangiare sfiziose delicatessen. E c’erano i postriboli per i meno abbienti come il Castagna, il Sottomarino o il Lepre, quest’ultimo particolarmente amato dagli studenti che per la loro inesperienza avevano dato il nome al bordello. C’era anche un postribolo in vico dei Ragazzi dove i minorenni ricevevano le prime istruzioni di educazione sessuale. Nell’epoca delle Repubbliche Marinare, la zona a luci rosse si estendeva dai vicoli della Maddalena fino a Porta Soprana, a due passi dal cuore della città. Qui lavoravano di notte le ‘signorine’ che pagavano le tasse sul loro lavoro, che avevano il sabato libero, la domenica andavano alla messa e seguivano la processione dietro all’effige della Maddalena, loro protettrice. Il tour, che verrà fatto di sera dopo le 21, promette di restituire alla memoria un mondo diverso, dove il bordello, il postribolo, il ‘casino’ erano luoghi sicuri e ben protetti, non avulsi dalla città ma ben delimitati. Un mondo hot che nulla aveva di non lecito, di delinquenziale, cadenzato dalle regole di un mercato che mai ha conosciuto alcun tipo di crisi. Le ragazze allora venivano chiamate les dames aux bougies, perché scandivano le loro prestazioni con il consumarsi della cera delle candele. Un altro mondo, che il tour ‘Genova antica tra bordelli e case chiuse’ promette di svelare e di riportare alla memoria.