Rsi e diritto: un libro analizza le proposte più innovative del fascismo

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Dopo anni di attacchi strumentali arriva un libro che analizza la Repubblica Sociale Italiana, dal punto di vista giuridico e normativo, con obiettività e terzietà. E senza l’impronta dell’ideologia. Domenico Martinelli, laureando in scienze economiche, dottore in giurisprudenza e scienza della sicurezza interna ed esterna, con un master di secondo livello in intelligence, ha una passione per la storia e le vicende militari e giuridiche relative alla Rsi. Nel libro Ordinamento costituzionale e Forze armate della Rsi (Edizioni Bibliotheka, sezione “Ritratti e Memorie” ) l’autore racconta con dovizia di particolari i seicento giorni più turbolenti della storia d’Italia, quelli che vanno dal settembre del 1943 all’aprile del 1945, riuscendo a far combaciare l’analisi giuridica con quella storica.

Rsi, in un libro l’ordinamento costituzionale e le Forze Armate

Il periodo era difficile e complesso. L’Italia era divisa in due: nel Mezzogiorno c’era il Regno de Sud e nel Centro-Nord la Rsi di Benito Mussolini. Il disordine era inevitabile, c’era la guerra, nonostante ciò il Duce cercò di creare uno Stato secondo i dettami della dottrina fascista e di dotarlo di efficienti Forze armate. Martinelli attraverso l’analisi scrupolosa dei documenti riesce a illustrare e a mettere ordine all’enorme produzione normativa. Il primo punto importante che viene esaminato è l’ordinamento costituzionale. Secondo Mussolini la Repubblica sociale sarebbe stata “unitaria nel campo politico, decentrata in quello amministrativo” e con un “pronunciatissimo contenuto sociale”. Martinelli esamina i diversi progetti costituzionali partendo dalla convocazione della Costituente e dallo scontro tra le ali intransigenti e quelle moderate del partito. E mette a confronto il disegno di Vittorio Rolandi Ricci con quello di Carlo Alberto Biggini mettendone in luce le differenze e le peculiarità ed evidenziando come a Salò aderirono personalità diverse.

Il progetto Rolandi Ricci

Un aspetto innovativo del progetto di Rolandi Ricci, per esempio, è l’istituto dell’eleggibilità popolare diretta del Capo dello Stato: la durata del mandato presidenziale era di dieci anni e alla scadenza il presidente non era rieleggibile. «Il valore politico complessivo e storicamente rilevante di questo progetto – scrive Martinelli –  è dato dal fatto che esso fu richiesto e visionato dallo stesso Mussolini: ciò nonostante, l’estensore di questo disegno costituzionale auspica il ritorno senza equivoci della volontà popolare come unica fonte di legittimazione del potere statale».

Il progetto Biggini

Il progetto di Biggini è “un vero ed organico testo costituzionale” che trattava anche dei partiti. Secondo la stesura del costituzionalista quello fascista era l’unico a vantare il primato di custodire l’ideale rivoluzionario, tutti gli altri  «avrebbero potuto esplicare le loro attività liberamente, purché nel rispetto delle leggi». Queste proposte non trovarono luce, ma la loro valenza normativa e il dibattito che aprirono le rende interessanti dal punto di vista giuridico.

Le Forze Armate

Martinelli studia anche il caso degli internati in Germania, chiodo fisso di Mussolini, e li mette in relazione alle forze armate. Per Mussolini, scrive Martinelli, «l’ideale sarebbe stato costituire le prime quattro divisioni con dei volontari scelti tra gli internati nei campi di concentramento germanici». Ma a questa richiesta “Hitler si oppose nel modo più assoluto (Processo Graziani)“. L’autore prende in esame anche i settori in cui si manifestò la normativa repubblicana, nel settore delle Forze Armate partendo dalla Guardia nazionale repubblicana, e poi a seguire la Marina e l’Aeronautica. C’è un capitolo dedicato anche alla prestigiosa X Flottiglia Mas e al suo comandante Junio Valerio Borghese. Martinelli si sofferma anche sul Servizio Ausiliario Femminile che vide tra le sue file seimila donne. Il libro di Martinelli si chiude con un capitolo sul Ridotto Alpino Repubblicano, ultima istituzione militare del governo di Salò: pensato e mai realizzato.

Un’opera completa quella di Martinelli che, attraverso le innumerevoli fonti del diritto che si accavallarono durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, mostra come nonostante il periodo fosse estremamente difficile e complesso la Rsi fu lungimirante e seppe “anticipare” – anche se poi non furono attuate – molte riforme avvenute nel dopoguerra.