G-7 a Hiroshima, dopo 70 anni gli Usa tornano sul “luogo del delitto”…

Il summit dei ministri degli Esteri del G-7 è in calendario il 10 e l’11 aprile prossimi a Hiroshima. La città fu la prima nel mondo a essere bombardata con un ordignonucleare dagli americani il 6 agosto 1945. La bomba si chiamava Little Boy. Appena tre giorni più tardi, una sua gemella, Fat Man, fu sganciata sulla città di Nagasaki. Le vittime, quasi tutte civili, sono state circa 200mila, una parte delle quali morirono in seguito all’ustione da radiazioni. In seguito a questi feroci e spietati bombardamenti, il Giappone decise di arrendersi per evitare un numero ancora maggiore di vittime civili. Ora il segretario di Stato americano John Kerry si avvia a essere il più alto rappresentante di un’amministrazione Usa in carica ad essersi mai recarsi a Hiroshima e al suo Parco della Pace, in ricordo della vittime dell’orrore nucleare del 1945: tutto lascia pensare a uno scenario del genere col G7 dei ministri degli Esteri nella città nipponica. La partecipazione di Kerry potrebbe essere la prova generale della visita che il presidente Barack Obama potrebbe decidere di fare durante il summit G7 che si svolgerà il 26 e il 27 maggio prossimi nella prefettura centrale di Mie. Alla riunione degli Esteri, oltre a Kerry e al ministro italiano Paolo Gentiloni, ci saranno i rappresentanti delle diplomazie di Giappone (che ha quest’anno la presidenza del Club dei Sette Grandi), Regno Unito, Canada, Francia, e Germania, oltre al rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza Federica Mogherini.

I bombardamenti a Hiroshima e Nagasaki fecero 200mila vittime civili

I principali dossier in agenda saranno legati al terrorismo e ai suoi fattori di rischio per la comunità internazionale, oltre ai temi dei migranti, della questione del disarmo e della non proliferazione nucleare, della sicurezza marittima e delle dinamiche regionali che riguardano la Corea del Nord, il Medio Oriente e l’Ucraina. Tokyo preme, secondo indiscrezioni di stampa, per includere nel comunicato proprio un riferimento alla postura assertiva della Cina nei mari del Sud e Orientali, cosa che ha irritato non poco Pechino. Tra gli impegni in calendario, la visita al Parco della Pace di Hiroshima, il più importante luogo della memoria per le vittime dell’atomica sganciata dagli Usa, e un’escursione all’isola di Miyajima. La partecipazione di Kerry potrebbe anticipare la visita di Obama durante il summit del G7: l’attuale inquilino della Casa Bianca ha più volte espresso il desiderio di visitare Hiroshima, senza però riuscirci nelle tre visite compiute in Giappone durante il suo mandato. In un celebre discorso a Praga nel 2009, Obama aveva auspicato l’attuazione di un processo di disarmo a livello globale e la messa in sicurezza degli arsenali nucleari. Lo stesso anno in cui gli venne conferito il Premio Nobel per la Pace. Nessun presidente degli Stati Uniti in carica ha visitato Hiroshima o Nagasaki negli ultimi 70 anni. Dopo Iran e Cuba, Obama potrebbe firmare l’ultima grande e significativa svolta.