Sangue e arena: a migliaia in piazza a Valencia in difesa della corrida

A decine di migliaia hanno sfilato per le strade di Valencia gridando «Libertà, libertà». Sono i sostenitori della corrida, considerata in Spagna una tradizione culturale irrinunciabile. E il Paese iberico ormai si divide anche su questo. La stampa spagnola sottolinea il carattere “storico” della grande manifestazione in difesa della corrida che si è svolta domenica a Valencia, con la partecipazione di decine di migliaia di aficionados e guidata dai più famosi matador del momento. La folla ha sfilato nella metropoli mediterranea scandendo slogan per esigere che la Tauromachia sia dichiarata nella Costituzione “bene culturale” della Spagna. È la prima volta che i sostenitori delle manifestazioni taurine – molti arrivati anche dalla Francia, dove la corrida, almeno in certe zone, è popolarissima – scendono in piazza cosi in massa per difendere quella che definiscono una componente fondamentale della cultura e della tradizione del Paese. Secondo gli organizzatori i manifestanti erano 35mila. In apertura del corteo noti toreri, come Enrique Ponce, El Juli, Sebastian Catsella, José Maria Manzanares, Damaso Alonso, Morante de la Puebla, tra molti altri. I politici di Valencia come il presidente del Partido Popular regionali, Isabel Bönig, hanno inoltre sostenuto la manifestazione.

In difesa della corrida in piazza anche il Partido Popular

Il matador di Valencia Enrique Ponce ha sostenuto durante la lettura che la corrida è «un bene culturale, che va protetto dalla Costituzione» e ha sostenuto quel mondo «come portatore di valori sociali e umani e pilastro di base e della biodiversità nel nostro Paese». I dimostranti portavano uno striscione con la scritta “I tori, cultura, radici e libertà di un popolo”. La manifestazione di Valencia è una risposta ai crescenti attacchi delle associazioni animaliste, con l’appoggio ora delle amministrazioni comunali guidate da Podemos, il partito della sinistra recentemente “esploso” in Spagna, contro le corride e gli encierros, le corse con i tori che ogni anno attirano decine di migliaia di spettatori in tutta la Spagna. Proprio in queste ore il sindaco di Valencia Joan Ribò ha difeso la decisione del consiglio comunale valenciano contro la corrida e ha proposto la cosiddetta “corrida alla portoghese”, ossia quelle in cui i tori non muoiono. Ovviamente una ventina di contestatori si sono cosparsi con vernice rossa per protestare contro la più grande tradizione culturale spagnola ma sono stati tenuti a distanza da un cordone di polizia.