Renato Zero si dissocia dal Sanremo gay friendly. L’ira del popolo arcobaleno

C’è uno strascico della grande kermesse sanremese che vale la pena di sottolineare, e cioè le critiche ricevute da Renato Zero per il suo elogio della famiglia “modello Nazareth”, quella presepiale che è diventata anche un obiettivo delle coppie omosessuali, fatta sul palco dell’Ariston. “La famiglia è importante – ha detto il cantante – se ne parla adesso come se fosse una novità. Da quella famosa capanna dove faceva molto freddo, e il signore era lontano quella notte, abbiamo imparato molto, abbiamo imparato che la convivenza dev’essere esercitata tra le quattro pareti di casa e poi avere casomai l’ambizione che questo nostro pensiero si affermi anche altrove“.  Renato Zero ha quindi inviato alla platea un ringraziamento tutto suo: «Ringrazio spesso la diffidenza di molti di voi, in tanti pensavano che gli alieni venissero da fuori e invece sono in mezzo a noi e io li rappresento modestamente tutti». A chi si riferiva? Agli omosessuali che Zero rappresentò in gioventù con i suoi abiti sgargianti, i capelli lunghi, le pose trasgressive? Ha voluto fare outing, anche se ha in passato dichiarato di non essere gay e di amare le donne?

Sia come sia, la performance non è piaciuta ai gay. La prima a dare fuoco alle polveri su twitter è stata Paola Concia, ex parlamentare del Pd in prima linea nella difesa dei diritti del mondo Lgbt che così si è rivolta a Renato Zero:  “Un nastruccio arcobaleno te lo potevi mettere o dire una parola. x non schiaffeggiare la tua storia”. Un commento seguito da altri di analogo tenore,che definiscono Renato Zero un “paraculo” che strizza l’occhio al pubblico gay ma non lo difende in Rai. Ci si aspettava da Renato Zero una difesa appassionata della famiglia arcobaleno che non c’è stata, anzi il cantante ha detto – parlando del suo disco, Alt – che si augura che la famiglia abbia “quel valore che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato”. Un concetto opposto a quello, ad esempio, espresso da Eros Ramazzotti: la famiglia è fondamentale, qualunque essa sia. No, Zero ha parlato dei suoi genitori, di quel modello familiare: un elogio della famiglia tradizionale, dunque, una presa di distanza dalle sfilate rainbow che allo stato attuale sono puro conformismo mentre quando parlare di omosessualità era tabù uno come Renato Zero non si tirava indietro, esibendo la sua diversità, il suo essere “alieno”. Ma oggi, dinanzi a un Sanremo così sfacciatamente gay friendly, così esageratamente schiacciato su un monotema, Zero non può che fare Zero: cioè trasgredire, non allinearsi, tirarsi fuori.