Natale, l’ultimo trend è l’albero vero (e piccolo). Ecco perché

Resiste il vecchio albero sintetico, anche per motivi economici. Ma in questo Natale 2015 la scelta dell’albero vero si conferma trend consolidato e in crescita tra gli italiani: le famiglie che se ne procureranno uno sono stimate in 3,8 milioni.

L’indagine Coldiretti-Ixè sugli alberi di Natale

Il dato emerge da una indagine Coldiretti-Ixè, che quantifica nel 65% gli italiani che recupereranno il vecchio albero e nel 10% quelli che non lo faranno affatto. Gli altri si orientano sull’albero vero, che però ora si sceglie di dimensioni contenute, un po’ perché costa meno e un po’ perché è più facile da trasportare e mettere in casa, ma un po’ anche – e questa è la vera novità della tendenza – per una maggiore consapevolezza ecologica: l’albero piccolo sopravvive più facilmente una volta terminate le festività.

Alberi più piccoli e più resistenti

Negli ultimi dieci anni l’albero di Natale degli italiani “si è accorciato” di circa mezzo metro, fino a raggiungere un’altezza media inferiore al metro e mezzo. Mediamente la spesa si aggira sui 32 euro, con prezzi che variano tra i 15 e i 60 euro per un albero di taglia piccola, mentre si arriva intorno ai 90 euro per quelli che raggiungono i due metri. L’acquisto avviene soprattutto nei vivai, nella grande distribuzione, dai fiorai, ma anche nei mercatini degli agricoltori, molti dei quali promossi dalla stessa Coldiretti, che segnala anche l’affermazione sul mercato di nuove varietà come il Nordmanniana, che sta rubando spazi al tradizionale abete rosso.

Un’antica tradizione germanica

L’usanza di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale, spiega Coldiretti, è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che col passare del tempo vennero sostituite con ghirlande, nastri e frutti colorati. Questa pratica venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinità. Questo rito già comune alla fine dell’Ottocento in Nord Europa e negli Stati Uniti, si è diffuso rapidamente in Italia a partire dagli anni ’50.