La denuncia della Caritas: «Sempre più italiani senza lavoro ci chiedono aiuto»

Quasi 2.300 persone seguite in provincia di Cagliari dai centri di assistenza e di ascolto: 1.173 uomini e 1.119 donne. Nel corso del 2015 prodotti 400mila pasti: 300mila distribuiti in mensa, il resto per altre situazioni di emergenza. Sono alcuni dei numeri relativi agli interventi della Caritas diocesana nel territorio: i dati dell’osservatorio povertà, pubblicati in un dossier di 372 pagine, sono emersi durante il convegno “Superare l’indifferenza e promuovere la pace con la testimonianza e il servizio”. La maggior parte dei fruitori dei servizi è di nazionalità italiana: la quota supera il 63 per cento. Tra gli stranieri il maggior numero di sos arriva dalla Romania (12,5%), poi Senegal (12,3%), Marocco (10%), Mali (7,8%), Gambia (5%), Nigeria (5,1%), Pakistan (4,3%), Ucraina (3,9%) e Tunisia (3,3%). Le richieste di aiuto arrivano prevalentemente da persone di una fascia di età compresa tra i 45 e 54 anni. In generale basso il livello di istruzione degli assistiti: il 78,7% ha la licenza media inferiore o quella elementare. Il vero problema è il lavoro: il 51% è rappresentato da persone in cerca di nuovo impiego. Gli occupati sono soltanto il 7,9%.

Alla Caritas i nuovi poveri italiani

Che cosa si chiede alla Caritas? Innanzitutto un aiuto economico (31,7%). E poi un lavoro (24,1%). Il Comune di Cagliari, secondo quanto è emerso dall’incontro, sostiene circa tremila persone. «La crisi e la carenza di lavoro si sono abbattute sulle famiglie, spesso disgregandole», ha sottolineato l’assessore ai Servizi sociali Luigi Minerba. Quasi il 38,8% degli assistiti dalla Caritas vive con i propri familiari. E quasi tutti hanno un domicilio fisso: i senza dimora raggiungono quota 7,9%. Durante il convegno si è affrontato anche il tema dei risparmiatori beffati dalla crisi delle banche e della finanza. Da anni la Caritas si sta impegnando per diffondere una cultura dell’etica nell’economia. «Il primo pensiero è alle povertà che non si vedono – ha detto il vescovo di Cagliari Arrigo Miglio – quelle che non vengono soddisfatte con beni materiali: penso soprattutto ai giovani. In generale vediamo che la poverta’ non diminuisce, cresce sempre di piu’. Nasce un invito concreto: abbiamo bisogno di una cultura che si metta in ascolto dei poveri».