Novara, il pericolo fascista? Trovato! E’ un libro su Ezio M. Gray

Mobilitazione antifascista e minacce alla libreria doveva ospitare la presentazione del libro Ezio Maria Gray: un Italiano fedele alla Patria di Valerio Zinetti. E’ accaduto in questi giorni a Novara: infatti, la presentazione della biografia di Ezio Maria Gray si sarebbe dovuta tenere oggi presso i locali di una libreria del centro, che poi ha revocato lo spazio a seguito di numerose mail intimidatorie e della mobilitazione – con relativo timore di disordini pubblici – di un sedicente “Osservatorio Novarese sulle Nuove Destre”. “La conferenza si terrà ugualmente a Novara  – fanno sapere gli organizzatori del Centro Studi Ezio Maria Gray e dell’Associazione Memento – in luogo da comunicarsi all’ultimo”. La conferenza, oltre all’autore del libro Valerio Zinetti vedrà gli interventi di Luciano Garibaldi (storico e giornalista) e di Rosanna Rapellini (Reduce della RSI, militò nel Servizio Ausiliario Femminile).
Ezio Maria Gray (Novara, 1884 – Roma, 1969) ha vissuto fasi fondamentali della storia italiana: la sua battaglia patriottica inizia nel 1910 con l’impegno politico, giornalistico e culturale nell’Associazione Nazionalista Italiana (con personaggi del calibro di Alfredo Rocco, Filippo Tommaso Marinetti, Enrico Corradini) che si traduce nell’arruolamento come sottotenente di fanteria in Libia nel 1911 e nella Grande Guerra nel 1915 (conseguendo due decorazioni al valore militare), per poi arrivare all’adesione al Fascismo (con la fondazione del Fascio di Novara nel 1920), dalla Marcia su Roma (durante la quale fu il primo ad abbracciare Mussolini al suo arrivo) fino alla Repubblica Sociale Italiana, continuando nei ranghi del Movimento Sociale Italiano (del quale fu fondatore e parlamentare, assumendone anche la carica di vicesegretario) e dalle colonne de “Il Nazionale”, giornale da lui fondato nel 1949 e diretto fino alla sua morte .
Autore di numerosissimi scritti di letteratura, politica, storia e saggistica, a Novara Gray fu presidente della Società Storica Novarese (promuovendo il restauro del Broletto e numerosi convegni di storia piemontese) e della Biblioteca Civica Negroni (alla quale donò trentamila dei suoi volumi, meritando così la menzione del suo nome nella targa dei benefattori tutt’oggi presente nell’istituto bibliotecario), nonché esponente di rilievo del Fascismo e nel dopoguerra consigliere comunale eletto nelle file del Movimento Sociale Italiano.
Ma se dopo la guerra nessuno obiettò sul fatto che Gray potesse essere parlamentare della Repubblica “nata dalla Resistenza”, a quasi cinquant’anni dalla sua morte nella città natale (dove fu consigliere comunale nel 1961) i professionisti dell’odio hanno ancora paura del suo nome. Ultimi colpi di coda di una nave senza bussola alcuna se non quella dell’antifascismo militante?