La maestra e il Natale: “Anche i bimbi non cristiani disegnano il presepe”

“Spesso sono proprio i bimbi non cristiani che ogni Natale quando chiedo loro di preparare il biglietto di auguri per i genitori scelgono di disegnare il presepe, affascinati dalla capanna, dalla cometa e inteneriti dal bambinello”. Antonietta Genua, 59 anni, insegna in una scuola di Milano, l’Ics Morosini-Manara, da una quarantina di anni e ha vissuto sulla sua pelle il lento cambiamento di tradizioni natalizie e non. Anche nella sua scuola, come in quasi tutte quelle d’Italia si parlava di quel che è successo a Rozzano, all’Ics Garofani, finita nella bufera perchè quest’anno non si svolgerà alcuna festa natalizia a carattere religioso. “Non posso dire che in questi anni non siano cambiate tante cose proprio per la presenza dei bambini stranieri – continua la maestra – Io stessa non insegno più la stessa poesia di Natale che facevo imparare a memoria fino a 20 anni fa, ma con calma e serenità abbiamo sempre affrontato tutto, senza mai arrivare a esasperare le situazione: io ad esempio ho tenuto il crocifisso in classe fino allo scorso anno e ora non c’è solo perchè la scorsa estate è stato imbiancato e non ho avuto il tempo di rimetterlo, ma penso che appena posso lo farò”. Come in quasi tute le scuole anche la Morosini-Manara ha una presenza di bimbi stranieri attorno al 20%. “In realtà i bambini, diciamo stranieri, che cominciano adesso le elementari – precisa la maestra – è praticamente difficile distinguerli dagli italiani, ormai sono figli di immigrati di seconda o terza generazione e sembra abbiano tutti una gran voglia di essere come gli altri”. Certo le differenza culturali non possono essere annullate (‘mai anni fa mi sarei aspettata di dovermi occupare di dieta religiosa’, ammette l’insegnante), ma si cerca di non farle pesare sui bambini. “Io, come le altre maestre, cerchiamo di spiegare loro le cose in modo da fornire loro gli strumenti per capire – dice – Puntiamo su concetti semplici, come quello che il Natale è soprattutto un messaggio di pace, e questo lo capiscono tutti, anche i genitori non cristiani ci vengono a ringraziare”.