EUR fu uno dei migliori quartieri di Roma. E l’EXPO di Milano che fine farà?

Hub cognitivo multidisciplinare, giardino botanico per la ricerca sull’alimentazione, spazio multifunzionale con residenze, teatri, musei. Ma anche un «mercato del riuso» che renda più semplice lo ‘smaltimento’ dei materiali nel periodo di transizione. Sono queste le principali ipotesi per il riutilizzo dell’area Expo secondo gli architetti italiani che hanno messo sul tavolo diverse idee, ma tutte più o meno accomunate dalla convinzione che il progetto – rilanciato da più parti – di creare un polo universitario sia «riduttivo». Soprattutto perchè, dicono i migliori architetti italiani al “Sole 24 Ore“, l’area da 1 milione di mq che per sei mesi ha ospitato gli eventi dell’Esposizione Universale è diventata una piccola città, e dunque non si può perdere l’occasione di ragionare su una visione più ampia.

Per i migliori architetti italiani, fare di EXPO un polo universitario è«riduttivo»

Per i progettisti, inoltre, è fondamentale ragionare anche su come gestire la transizione che va dalla chiusura di Expo fino al momento in cui si inizierà a costruire su quel sito. Una delle proposte più interessanti arriva dall’architetto Mario Cucinella, che riprende un’idea circolata: quella di creare un «grande mercato del riuso», dove si potrebbero andare ad acquistare i materiali recuperati dallo smontaggio dei padiglioni. Si tratterebbe di un modo per «generare economia», oltre che di «un’azione ecologica mai compiuta prima d’ora». Ma c’è anche un altro tema legato al riuso: «Magari qualche padiglione può diventare una scuola, uno spazio civico da donare a qualche comunità», suggerisce ancora Cucinella.

EUR divenne uno dei quartieri più apprezzati e vivibili di Roma

Inutile ricordare che l’EUR progettato da Piacentini a da altri grandi architetti italiani per l’EXPO del 1942 (ovviamente cancellato a causa della seconda guerra mondiale), divenne uno dei quartieri più vivibili e ambiti di Roma, nonostante la sua posizione certamente non centrale rispetto al cuore antico e papalino di Roma. Ci fu anche chi – nell’immediato dopoguerra – accecato dall’ideologia, propose di distruggere la Roma mussoliniana, ma grazie a Dio l’EUR è ancora oggi una delle parti più apprezzate e vivibili della Capitale.