Donna uccisa dal figlio disabile mentale: c’entrano i tagli alla sanità?

Un triste caso di cronaca riaccende i riflettori sul tema dell’assistenza alle persone con problemi psichici: a Limbiate, in Brianza, un uomo di 48 anni, disabile mentale e depresso, ha ucciso la madre di 72 anni a coltellate e poi ha dato fuoco al corpo, provocando un incendio nell’appartamento in cui vivevano da soli.

Il figlio, disabile mentale, ammette l’omicidio

A dare l’allarme sono stati i vicini, che si sono accorti delle fiamme. Sono stati poi i vigili del fuoco a trovare il corpo della donna. Il figlio, a quanto appreso, avrebbe ammesso immediatamente l’omicidio. Subito dopo il fatto è stato sottoposto agli arresti nel carcere di San Vittore, ma non è escluso che il pm possa tenere conto delle sue condizioni mentali e valutare disposizioni diverse. L’uomo era stato in cura a Milano e a Garbagnate, ma poi era rientrato a casa della madre, con la quale viveva da quando il marito della donna era morto nel 2007.

Un problema non solo italiano: lo studio britannico

Il caso di Limbiate porta di nuovo all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’assistenza sanitaria a persone con disabilità mentale, troppo spesso lasciate in carico esclusivo alle famiglie. Il tema è oggetto di riflessione non solo in Italia e, anzi, proprio nelle stesse ore dell’omicidio in Brianza, dalla Gran Bretagna è arrivato un allarme sui rischi connessi ai tagli della sanità. Secondo una denuncia del King’s Fund, un autorevole think tank, nel Regno Unito circa l’80% delle persone affette da malattie mentali si trova senza cure appropriate, ricevute da appena il 14% dei pazienti. Inoltre, i posti letto risultano insufficienti, molti presìdi non esistono più e numerosi pazienti sono assistiti in strutture lontane dai loro luoghi di origine. È stata poi la Bbc, in un’inchiesta parallela, ad accendere i riflettori sul problema specifico delle persone con patologie che portano tendenze suicide. In questo caso, è la denuncia della tv nazionale britannica, l’effetto dei tagli può essere letteralmente mortale. Un discorso che vale ancor di più per quelle persone le cui patologie mentali sfociano, per diverse ragioni, nella violenza.