Contrordine: tutti gli alunni alla mostra “Bellezza divina”. Non insulta l’Islam…

Contrordine ragazzi. La Bellezza divina non è un insulto dall’Islam. Meglio tardi che mai: tutti gli alunni della scuola elementare Matteotti di Firenze andranno alla mostra di arte sacra allestita a Palazzo Strozzi dal titolo Bellezza divina, un viaggio tra le opere di Chagall, Van Gogh e Fontana. La scelta, di per sé scontata, diventa una notizia dopo le polemiche dei giorni scorsi dovute all’annuncio di alcuni insegnanti, di sicura fede progressista, di non portare i ragazzi all’esposizione perché le immagini dei simboli sacri del cristianesimo sarebbe un affronto nei riguardi degli altri culti (leggi islamismo).  Insomma, niente visita didattica per non urtare i sentimenti delle famiglie non cattoliche. Nel mirino la Crocifissione bianca di Marc Chagall, che è stata sistemata nel Battistero a Firenze e davanti alla quale ha sostato il Papa Francesco.

Via libera alla Bellezza divina

La scelta del consiglio interclasse ha fatto molto discutere e ha spinto il Ministero dell’istruzione a spedire subito un ispettore di viale Trastevere per valutare il caso. «A chi ci ha definito gente ignorante, insipiente, rispondiamo con la partecipazione di tutto l‘istituto Poliziano, infanzia e primaria Matteotti e secondaria Poliziano, alla Mostra della Bellezza divina», si legge in un documento approvato dal collegio dei docenti e anticipato dal Corriere fiorentino. «Se sarà possibile, raggiungeremo in corteo Palazzo Strozzi per dire a tutta Firenze che la scuola Matteotti è per la libertà di apprendere e di conoscere, ed è orgogliosa di tutte le diversità che ogni mattina, al suono della campanella, la rendono una scuola viva», prosegue il documento a tamponare lo tsunami che ha investito l’improvvida decisione che ha mandato su tutte le furie persino il sindaco ddm Dario Nardella.

Le polemiche sull’arte sacra

Nel difendersi dal clamoroso scivolone, neanche a dirlo, i prof della scuola Matteotti si nascondono dietro la strumentalizzazione di quanti hanno “osato” denunciare la censura della mostra. «Ci rammarica molto che il dibattito assolutamente legittimo intorno ai temi dell’integrazione culturale e religiosa nelle scuole che ha preso spunto da questa vicenda, si sia trasformato, in troppi casi in un’occasione per praticare una facile strumentalizzazione di natura ideologica ed in sgradevoli attacchi personali al Dirigente e agli insegnanti». Ideologica sarebbe, insomma, la richiesta di non nascondere agli studenti la straordinaria arte sacra che regge la civiltà e la cultura dell’Occidente.