Ricordo di Ondina Valla, la prima italiana a vincere l’oro alle Olimpiadi

17 Ott 2015 17:24 - di Antonio Pannullo

Il 16 ottobre del 2006, all’Aquila, ci lasciava all’età di 90 anni Ondina Valla, la prima italiana a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi. E le Olimpiadi erano quelle di Berlino del 1936. La gara e la premiazione di Ondina furono immortalate nel lungometraggio della regista tedesca Leni Riefenstahl intitolato Olympia. I giovani forse non se la ricordano, ma è una figura importantissima nello sport e anche nella società italiana. Era di Bologna, dove era nata il 20 maggio 1916. Il padre la chiamò Trebisonda, in onore della bellissima città turca; era nata dopo quattro fratelli, tra cui lo scultore Rito, che dopo la vittoria alle Olimpiadi le dedicò una statua chiamata l’Ostacolista, che riproduciamo, che oggi dovrebbe ancora trovarsi davanti alla azienda Carpigiani, nel Bolognese, poiché uno dei due fratelli Carpigiani notò la statua davanti la casa dei Valla e la acquistò per metterla di fronte alla fabbrica. In precedenza, ossia prima della caduta del fascismo, l’Ostacolista era davanti alla sede della Gioventù Italiana del Littorio a Bologna. Ondina iniziò a farsi notare già nei campionati studenteschi, insieme con la sua compagna di scuola Claudia Testoni, anche lei presente alla finale degli 80 ostacoli di Berlino, e già all’età di 14 anni le due erano affermate atlete. Ondina era eclettica, perché oltre agli 80 ostacoli, gareggiò nei cento metri, nel salti in alto, nella staffetta 4×100. Con Claudia Testoni fu sempre rivale (si sfidarono ufficialmente 98 volte) ma rimasero amiche per tutta la vita. Alla notizia della sua morte, Ondina dichiarò che «pensare a lei era pensare a una delle cose più belle della mia vita».

Ondina Valla fu ricevuta da Mussolini con tutti gli onori

Dopo la medaglia d’oro Hitler la volle conoscere e stringerle la mano; Ondina dichiarò di avere un ricordo confuso, non capì nulla perché lui le si rivolse in tedesco. A Ondina rimase un rimpianto: a Berlino aveva vent’anni, ma nel 1932, quando si svolsero le olimpiadi di Los Angeles, lei sarebbe già stata pronta a vincere. Ma sarebbe stata l’unica donna nell’intera squadra olimpica italiana, e al Vaticano non faceva piacere… Prima delle Olimpiadi comunque, Ondina era popolarissima in Italia: vinceva tutto nell’atletica, il fascismo la prese ad esempio della sana e sportiva gioventù italiana, e i giornali da definirono “il sole in un sorriso”.  Nel 1937 Ondina aveva già stabilito il primato nazionale di salto in alto, con 1,56, record che detenne sino al 1955. Invece il primato di Berlino, quello della più giovane atleta italiana a vincere un oro, lo mantenne sino al 2004. Fu una gara sofferta, che riproponiamo nel filmato: Ondina arrivò al traguardo insieme ad altre tre atlete, e si dovette ricorrere all’avveniristica Zielzeitkamera per aggiudicare la medaglia. La vittoria di Berlino fu un trionfo per gli italiani ma soprattuto per le italiane, che la presero a esempio e simbolo. Ovviamente fu ricevuta anche a Palazzo Venezia da Benito Mussolini e la regina Elena le regalò una foto con dedica. Continuò a gareggiare sino agli anni Quaranta, vincendo tre medaglie ai giochi mondiali universitari di Tokyo e vincendo ben 15 titoli italiani. Nel 1950, infine, fu campionessa abruzzese (si era trasferita all’Aquila dopo il matrimonio con il medico – ed ex atleta – Guglielmo De Lucchi) nel lancio del peso.  Nel 1978, qualcuno si ricorderà l’episodio, subì il furto della medaglia d’oro di Berlino. Nel 1984 Primo Nebiolo, allora presidente della Federazione italiana di Atletica leggera, le donò una perfetta riproduzione della medaglia rubata.

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