Il dettato obbligatorio? Fa bene ai francesi ma anche agli alunni italiani

Un dettato al giorno in tutte le scuole elementari di Francia: è la novità didattica annunciata dal ministro dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem nel presentare i nuovi programmi scolastici. Una scelta “terapeutica” per rendere più solido il rapporto tra i francesi e la lingua scritta, soprattutto con la grammatica.
Una terapia che anche in Italia può dare i suoi frutti? Il pedagogista Raffaele Mantegazza, intervistato da La Stampa, è d’accordo con l’idea di stimolare il pensiero sequenziale non solo con il dettato ma anche con le poesie a memoria e con i “pensierini”. Il punto – sottolinea a sua volta il linguista Tullio De Mauro – è la “manualità dello scrivere che ha conquistato nei secoli, faticosamente, una sua importanza fino ad essere ritenuta un valore. In altre tradizioni è un aspetto molto curato, parlo dei cinesi e dei giapponesi che hanno una scrittura per immagini che corrispondono a parole. In Italia c’è stata una flessione e una lunga trascuratezza rispetto all’aspetto grafico a livello post-elementare”. La bella scrittura e l’ortografia, dunque, sono valori da recuperare fuori e dentro la scuola perché scrivere a mano è stata una conquista e come tale non va trascurata.