I quotidiani del 10 aprile visti da destra: i dieci articoli da non perdere

La tragedia del tribunale di Milano domina le prime pagine, con polemiche sulla sicurezza e allarmi sui controlli per gli eventi internazionali futuri, da Expo al Giubileo. Tra gli altri temi di interesse, a destra, il caso-De Gennaro, le polemiche interne di Forza Italia e quelle sull’utilizzo della parole “sbagliate”, secondo la sinistra, per definire i nomadi.

Prego, accomodatevi. Per Exo e Giubileo chi ci proteggerà? (Libero, prima pagina)

In un editoriale in prima pagina il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, si chiede come sia stato possibile consentire a un uomo armato di entrare nel tribunale di Milano e fare una strage. Gli interrogativi si estendono, ovviamente, all’Expo che inizierà a maggio e al Giubileo di Roma di settembre: chi ci protegge? “Forse prima di parlare di svalutazione dei magistrati sarebbe meglio valutare la salute mentale di chi, invece di fare i conti con i propri errori e con propri fallimenti, preferisce dichiararsi vittima dell’ingiustizia. Più che discutere se ad armare la mano di Giardiello sia stata la delegittimazione dei magistrato, forse sarebbe il caso di prendere in esame quale sia il funzionamento dei controllo e dei sistemi di sicurezza. E non soltanto in tribunale».

L’entrata dei legali senza metal detector, 16 guardie per 5mila persone (Corriere della Sera, p.8)

Quattro ingressi, tre dei quali dotati di un metal detector e di un’apparecchiatura a “raggi x” per le borse, cinquemila persone in entrata ogni giorno, sedici guardie a gestire il tutto. Sono queste le cifre dell'”insicurezza” del Tribunale di Milano fornite dal Corriere della Sera, secondo cui, in uno scenario fatto di scarsi presidi e falle nei meccaismi di controllo, ieri il killer Michele Giardiello ha potuto agire indisturbato, facendo perfino la strada dell’andata a ritroso.

De Gennaro e i moralisti (Il Foglio, prima pagina)

Il Foglio pubblica un lungo articolo in difesa del superpoliziotto Gianni De Gennaro, finito nel mirino del Pd (ma non di Renzi) dopo la sentenza europea sui fatti della Diaz di Genova. Il Foglio descrive la scena dell’arivvo a Fiumicino di un aereo con a bordo don Masino Buscetta, con Falcone e De Gennaro a scortare il più importante pentito di mafia. «Senza De Gennaro lui non ci sarebbe stata la sconfitta di Cosa Nostra, senza i suoi primi pentiti – attraverso cui Falcone costruisce l’intelaiatura del processo – oggi non sarebbero in carcere i Totò Riina e i corelonesi..».

 Dalla camorra ai Rom, per la sinistra le parole sono peggio dei reati (Il Giornale, prima pagina)

In un editoriale in prima pagina, Paolo Guzzanti sul Giornale entra nelle polemiche sull’utilizzo delle parole “sbagliate” da parte della destra, a cominciare da “zingari” e “radere al suolo”, che sarebbe all’origine della cacciata di Matteo Salvini da Facebook. «Il filo conduttore – scrive Guzzanti – è l’ipocrisia altezzosa della sinistra che rifiuta la realtà e attacca chi ne parla in termini anche brutali: sia dichiarato, dunque, brutto e malvagio Matteo Salvini che ha usato il verbo “radere” mentre si dichiarino buone e utiei le chiachciere da salotto sull’impossibile approdo alla legalità che camorra e Rom ovviamente rifiutano…».

Alfano e Cesa, matrimonio scudocrociato (Il Tempo, p.13)

Sarebbe pronto il nuovo simbolo della formazione politica centrista per le Regionali, un logo però provvisorio, destinato a uscire nuovamente di scena dopo il voto di maggio. Area Popolare, costruita sull’asse Ncd-Udc, secondo Il Tempo ha intenzione di presentarsi insieme alle elezioni Regionali con i loghi abbinati in un unico simbolo che sotto porta la scritta che li racchiude entrambi. La scelta di mantenere il riferimento alle due forze politiche, secondo Il Tempo, sarebbe nata da un sondaggio. Ap, da solo, non avrebbe avuto grande appeal tra gli elettori, così, invece…

 

Fitto verso l’addio. E dalla Puglia con Ncd lancia la nuoca Cosa Bianca (Repubblica, p.18)

La rottura con Berlusconi è vicina, quasi inevotabiòe. E in Puglia, in queste ore, secondo Repubblica, prende corpo la Cosa Bianca, una strana alleanza tra i fittiani e il Ncd, proiettata, a livello nazionale, in una nuova coalizione da proporre anche dopo le Regionali. Una delle condizioni per accelerare questa operazione è l’addio a Forza Italia di Raffaele Fitto, una mossa sollecitata dallo stesso Berlusconi che l’ex governatore potrebbe compiere nelle prossime ore.

Berlusconi, ultimatuma Fitto. E in Liguria FI crede nella rimonta (Il Corriere della Sera, p.19)

I sondaggi della fidatissima Ghisleri hanno ridato smalto e fiducia al Cavaliere: si può vincere in Veneto, in Campania e perfino in Liguria, dove Toti sarebbe a tre punti dall’avversaria del Pd. La spina nel fianco, però resta, la Puglia, dove il Cavaliere è a un passo dalla rottura definitiva con Fitto: “Non ne posso più delle richieste di Fitto e di Schittulli, che è completamete appiattito su Raffaele” ha fatto sapere Berlusconi, secondo il Corriere. Ne segue un ultimatum: “Se domani mattina (stamattina ndr) Schittulli farà la conferenza stampa del lancio della candidatura a sindaco senza Forza Italia, per noi la questione è chiusa e cerchiamo un altro candidato», ha detto il commissario Vitali.

610 milioni di euro incassati in 13 anni. ma FI è sul lastrico (Il Fatto Quotidiano, p.6)

In una paginata di indiscrezioni, inciuci e riciclaggio di vecchie notizie già uscite, Il Fatto Quotidiano analizza i conti in rosso di Forza Italia, che secondo il quotidiano di Marco TRavaglio avrebbe incassato 610 milioni di euro in 13 anni ma sarebbe in bolletta già da tempo, con Berlusconi costretto a intervenire personalmente con una fidejussione da 90 milioni di euro. Il buco residuale, però, sarebbe di 68 milioni e nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina, secondo il Fatto, ormai busserebbero “più creditori che politici”. A quando un’inchiesta sui conti del blog di Grillo?

Ambasciatore gay, lo stop del Vaticano (Il Messaggero, p.17)

Cattolico, praticante, già numero due all’ambasciata francese presso la Santa Sede a Roma, si chiama Laurent Stefanini e a quanto pare è omosessuale. E questa ultima caratteristica, secondo alcuni giornali francesi, ripresi oggi da un articolo del Messaggero, sarebbe considerata un impedimento da parte del Vaticano per il suo “accreditamento” presso la Santa Sede. Hollande che aveva indicato Stefanini, è in attesa di risposta ufficiali da parte del Vaticano, anche se il dipomatico avrebbe ottenuto comunque l’appoggio della Conferenza episcopale italiana. Ma la Santa Sede non avrebbe gradito le campagne dell’ambasciatore in favore dei matrimoni omosessuali.

 25 aprile: Se  nazisti avessero vinto? Metti in scena un’altra storia (La Stampa, p.33)

C’è una rassegna che in questi gioni, a Modena, ospita centinaia di giocatori “di ruolo” che simulano battaglie storiche combattute col “senno di poi”, da Waterloo alla Normandia, per intenderci. Si chiama Festival Play e raduna appassionati da tutta Europa. Molte delle scene di guerra riproposte riguardano il secondo conflitto mondiale, ma nella rossa Emilia c’è anche chi si diverte a rievocare i giorni della Liberazione, in onore del prossimo 25 aprile, con la riproposizioni teatrali di eccidi partigiani, decriptazione di messaggi in codice e perfino surreali messe in scena di avvenimenti mai accaduti. Come la simulazione di una guerra vinta da Germania, Italia e Giappone contro l’America e la Russia, con la domanda: cosa sarebbe successo se avessero vinto i nazisti?