Poletti sposa un’idea di destra: in estate scuole aperte per formare al lavoro

“Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. Una discussione che va affrontata”. Lo ha detto il ministro del lavoro Giuliano Poletti ad un convegno a Firenze sui fondi sociali europei. “I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali”.  Le parole del ministro hanno provocato reazioni immediate. Mario Rusconi, vicepresidente dell’Anp (Associazione nazionale dei presidi), ha ricordato che da anni, più o meno dai primi anni ’90, i dirigenti scolastici chiedono che ci siano piani intelligenti per l’utilizzo della risorsa ‘scuola’ durante l’estate”.

 L’idea di Poletti piace ai presidi ma si teme l’effetto-annuncio 

“Durante il periodo estivo – spiega Rusconi – le scuole sono aperte ma largamente inutilizzate. Nel ’95 ricordo che collaborai anch’io a una direttiva del ministero dell’Istruzione che presupponeva che si potessero aprire le scuole di pomeriggio avviando attività alternative alla didattica con la collaborazione di associazioni di genitori e cooperative. L’idea di utilizzare i locali delle scuole durante l’estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari, per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque – osserva Rusconi – senz’altro d’accordo. Mi permetto di far notare, tuttavia, che Poletti è l’ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione, ma mai, finora, alle parole hanno fatto seguito prassi organizzative coerenti. La scuola ne ha abbastanza di effetti-annuncio. Mi viene in mente una vignetta di Altan che recitava qualcosa di simile a ‘non ditemi una cosa di destra o di sinistra, ditemi una cosa carina’. Ecco vorrei – conclude Rusconi – che alle chiacchiere seguissero i fatti, altrimenti tra 20 anni saremo ancora qui a ripeterci le stesse cose”.

Forza Italia pronta al confronto con il ministro Poletti

In attesa del ddl del governo sulla scuola, che dovrebbe prevedere interventi anche sul raccordo scuola-lavoro, dal ministro Poletti arriva “una riflessione interessante ma confusionaria sulla lunghezza delle vacanze estive degli studenti”. Lo dichiara, in una nota, Elena Centemero, responsabile scuola e università di Forza Italia. “I lavoretti saltuari cui fa riferimento il Ministro, intesi come forma di educazione dei ragazzi al sacrificio e al valore del lavoro, non riguardano, infatti, la scuola ma i metodi educativi delle famiglie. Cosa molto diversa -spiega -, e questa sì attinente i percorsi formativi, è invece prevedere scuole aperte anche d’estate, come già avevo proposto in passato, per far misurare gli studenti con attività integrative, con corsi di recupero più approfonditi o anche per promuovere periodi di alternanza con il lavoro che abbiano un legame reale con il percorso di studi intrapreso. Su questo, siamo disponibilissimi al confronto”, conclude.