Il “Sole24Ore”: centrodestra da rifondare nei valori e nell’identità

Un centro-destra da rifondare. Il Sole 24 Ore affronta il dopo voto delle regionali in un articolo di Gennaro Sangiuliano che non lesina critiche al centrodestra, né evita di spingere l’analisi sugli effetti che l’assenza di una alternativa a Renzi determina sulla stessa democrazia. Per Sangiuliano, pur con le dovute differenze di tempo e di luogo, torna di grande attualità il pensiero che Giuseppe Prezzolini sviluppò negli anni della sua residenza negli Stati Uniti, denunciando il deficit politico culturale, in Italia, di un moderno conservatorismo. “Il conservatorismo prezzoliniano, sobrio e moderno – scrive il vicedirettore del Tg Uno – saldo nei valori e nell’identità, ispirato a Machiavelli, Vico, Hobbes, ai grandi tradizionalisti francesi, a Dostoevskij e Heidegger, con un richiamo alla destra storica che governò l’Italia post unitaria, è l’esatto opposto del panorama di rovine, abitato da figure improvvisate, mediocri tragicomiche, che connota oggi il centrodestra italiano”.

Le democrazie occidentali

Una denuncia pesante, quella di Sangiuliano. Che trova spiegazione nel fatto che, altrove, in Germania, in Spagna, in Gran Bretagna, in Australia, e , da ultimo, in maniera ancor più corposa in America, dove i repubblicani hanno incassato un risultato storico conquistando Camera e Senato, e mettendo alle corde Obama, i moderati, pur con sostanziali diversità, sono presenti in maniera massiccia e governano. Insomma, le democrazie occidentali, chi più chi meno, “si alimentano nell’alternanza di schieramenti e programmi”. Da noi, invece, non c’è una offerta credibile di questo tipo, capace di rappresentare “valori e idee alternative alla sinistra”.

Un mondo radicalmente stravolto

E questo accade perché il centrodestra, in Italia, non è in crisi. Semplicemente non esiste più, si è dissolto. Come dimostra il voto regionale di domenica. Da dove ripartire? “Il tema, prima ancora che politico è tutto culturale” sottolinea, non a torto, l’opinionista de Il Sole 24Ore . Bisogna confrontarsi con la crisi epocale che attraversa l’economia, con i cambiamenti che hanno interessato i rapporti sociali, con una geopolitica che ha spostato l’asse della ricchezza verso l’Asia. Ci vorrebbe, insomma, una “grande elaborazione, prima ancora morale culturale”. Come dagli torto? Nel ’94, ricorda Sangiuliano, il centrodestra si presentò parlando di fisco, di Stato leggero, di corpi intermedi. Quel mondo è radicalmente stravolto. Sul tavolo del presente ci sono le grandi migrazioni, l’Asia, lo stritolamento del ceto medio, la demografia, l’ecosistema, la minaccia fondamentalista, l’energia. Ecco, “un centrodestra attivo dovrebbe partire dalle idee e scendere verso i programmi, con la credibilità delle persone”. Non muoversi in questa direzione, pone un limite a tutta la democrazia.