Una legge del Pd vuole “uccidere” Cicciobello. Giù le mani dalle bambole

Che vuol dire educare senza stereotipi? Dipende: per alcune maestre può voler dire far giocare i bambini con il rossetto, per altre – se dovesse passare una “illuminata” legge proposta dalla senatrice del Pd Valeria Fedeli – significherà sottrarre i bambolotti alle ragazzine, dire loro che fingere di cucinare piatti prelibati è un’inclinazione imposta da una società sessista al punto che anche nei libri delle elementari andranno evitati esempi del genere. All’opinionista Massimo Gramellini, e non solo a lui, l’iniziativa sembra una sciocchezza: “Lasciamo in pace le bambole”, ha scritto.

Simone de Beauvoir contro l’antropologa Margaret Mead

Sembra di riascoltare quei dibattiti antichi, in cui si opponeva la filosofa Simone de Beauvoir all’antropologa Margaret Mead. Per la prima donne non si nasce ma si diventa, per la seconda no: attenzione, diceva, che la maternità in una donna è istinto innato. Coniugare tutto questo con la libertà dei ragazzini di giocare come a loro garba: questo è il dilemma. Un dilemma che certa sinistra non immune dai codici del fanatismo declina nella versione intollerante dell’indottrinamento. Per approdare dove? Al vuoto di identità, sia per i maschietti che per le femminucce, scavalcando del tutto le istanze dei genitori.

Ce lo chiede l’Europa?

Valeria Fedeli, la senatrice che ha avuto la brillante idea, difende la sua singolare tesi: ce lo chiede la convenzione di Istanbul, afferma, ce lo chiede l’Europa. Sarà, ma nessuna convenzione potrà scavalcare la Costituzione che prevede la libertà d’insegnamento e dunque il rifiuto di ogni tentazione di propaganda ideologica in classe. Un conto è difendere la pluralità di modelli, un altro conto è imporre un modello come se fosse il migliore. Ora, secondo Valeria Fedeli, se le bambine giocano con i bambolotti diventeranno donne passive, in attesa del “principe azzurro”, prigioniere di gabbie fatte di luoghi comuni stratificiati. Viene da chiedersi con quali ragazze si confronti ogni giorno la senatrice del Pd, viene da domandarsi se non sia proprio lei ad essere prigioniera dei suoi fantasmi progressisti, se non sia lei in realtà a seguire, stereotipo dopo stereotipo, una cultura che non è più utile per “leggere” la società complessa che abbiamo di fronte. Giù le mani, allora, dalla creatività dei bambini e delle bambine, soprattutto se questo perverso mettere becco su come devono divertirsi prelude alla dittatura del pensiero gender.

Giù le mani da Cicciobello

Dunque una bambina che non gioca con le tazzine del finto servizio da tè sarà una donna più libera, meno oppressa dal maschio, non conoscerà la violenza del partner possessivo? Sarebbe il caso che la senatrice Fedeli desse un’occhiata alle analisi di Camille Paglia sull’aumento dei femminicidi e delle violenze maschili contro le donne, frutto – a suo avviso – della mancanza di una rete di “protezione” verso la donna emancipata (in altre parole: un tempo ci pensavano i fratelli, i padri, gli zii o i cugini a preservare le donne dalla violenza dei partner). E allora? Allora i giochi dei bambini e delle bambine vanno arricchiti, semmai alle elementari si deve puntare tutto sull’immaginazione creativa. Ecco: sarebbe bene che chi ambisce a legiferare sulla scuola leggesse Rudolf Steiner e lasciasse stare Cicciobello…